Scuola, nuovo anno al via ma è ancora emergenza supplenti

L'allarme arriva dall'Anief: "Soltanto uno ogni otto docenti, la situazione è critica". Un problema riscontrato in tutta Italia, ma più acuto nelle regioni settentrionali

Foto di repertorio

L'inizio del nuovo anno scolastico è ormai alle porte, con un problema che ancora irrisolto che si ripresenta, quello delle supplenze. L'allarme arriva dall'Anief, che evidenzia come come solo a Milano “mancano 1.400 docenti di sostegno, quasi tutti alla primaria e alle medie”. Per il sindacato “la maggior parte dei posti saranno affidati a docenti senza specializzazione”, mentre a Mantova sono assenti tra i 250 e i 300 docenti, appartenenti in prevalenza a matematica, italiano e sostegno. In Veneto scarseggiano invece i professori di Matematica e Scienze alle medie: “a ben vedere – prosegue Anief – ci sarebbero, ma sono quelli che hanno superato le prove suppletive del concorso a cattedra e ancora attendono di essere collocati in graduatoria”. 

Anche in Liguria le cattedre di sostegno scoperte non mancano: dopo le nomine in ruolo restano vuote 603 cattedre di sostegno su 1.320. Ma sul sostegno ci sono realtà difficili anche al Sud: in Sicilia quasi 5mila posti in deroga che andranno in larghissima parte ai precari. E “malgrado le rassicurazioni del Miur, inoltre, le 90mila supplenze annuali non verranno esaurite entro il prossimo 15 settembre”.

Secondo Anief “largamente insufficiente è stata, per vincere la supplentite, la trasformazione di 16mila cattedre dall’organico di fatto a quello di diritto”. “Come se non non bastasse, tanti docenti supplenti assegnati alle classi a inizio anno dovranno cambiare sede. Questo accadrà perché ancora una volta gli Uffici Scolastici hanno pubblicato le liste provvisorie per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto a ridosso dell’inizio del nuovo anno – continua il sindacato in una nota -. Anche il personale Ata ha i suoi problemi: la categoria è stata prima aggravata di carichi di lavoro della L. 107/2015 e dal recente decreto vaccini, poi danneggiata da un numero di assunzioni ridicolo (appena 6.200 a fronte di 18mila posti liberi) e infine beffata dall’ennesimo blocco di organici”. 

Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal) “a ben poco è servita la riforma della Buona Scuola, come male organizzate sono state le 52mila immissioni in ruolo, visto che tra le 15mila e le 20mila sono andate perse perché gli abilitati della seconda fascia d’istituto sono stati lasciati fuori da GaE, peraltro nemmeno colpevolmente aggiornate”. Eppure, “rispetto al passato delle novità importanti ci sono: sono quelle che arrivano dai tribunali, nazionali e non, le quali pongono sullo stesso piano i diritti del personale precario con quello di ruolo: va ricordato, soprattutto, il diritto al risarcimento per i supplenti con tre anni di servizio svolto. E anche quello stipendiale, emesso di recente dalla Cassazione. Sono principi rilevanti, che aprono la strada a molti altri ricorsi orientati all’effettiva parità tra personale precario e di ruolo, ancora diviso da norme che il nuovo contratto dovrà necessariamente rivedere”.