Scuola, perché migliaia di studenti protestano contro il governo

Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti e Link hanno organizzato manifestazioni in 70 città italiane tra oggi e domani. Stop ai tagli all'istruzione, ma non solo: ecco i motivi della protesta 

La manifestazione degli studenti per il diritto allo studio e la sicurezza nella scuola avvenuta lo scorso 12 ottobre a Roma (FOTO ANSA)

Basta tagli all'istruzione. Gli studenti tornano nuovamente in piazza per protestare contro le misure del governo che invece di aggiungere risorse alla scuola sembra intenzionato a toglierle. Tra oggi, venerdì 16, e domani, sabato 17 novembre, la Rete della Conoscenza, in collaborazione con l'Unione degli Studenti e Link, ha organizzato iniziative in 70 città italiane per protestare contro le misure che Lega e Movimento 5 stelle hanno intenzione di inserire nella manovra economica

Studenti in piazza: i motivi della protesta 

Più fondi per la scuola al posto dei tagli ai finanziamenti. Questa in sintesi la principale richiesta da parte degli studenti, come spiegato da Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza: “Dopo il nostro incontro con Di Maio del 26 ottobre, abbiamo visto una manovra di bilancio che prevede tagli ai finanziamenti per l'Istruzione e per la Cultura. Scendiamo in piazza perché devono essere ripristinati i finanziamenti alla scuola e all'università sottratti negli ultimi 10 anni, con un investimento di 7 miliardi all'anno”. 

“Le coperture possono arrivare dal taglio dei sussidi statali ai petrolieri per almeno 2 miliardi. Di Maio ha dichiarato di voler approvare questa nostra proposta, ma dov'é il provvedimento? - continua Cossu - Siamo stanchi delle promesse, con la retorica non ci paghiamo l'affitto da fuori sede, il costo dei materiali didattici e le ristrutturazioni degli edifici scolastici e universitari che cadono a pezzi”.

“Dal governo tagli e orecchie da mercante”

Sulla stessa linea anche Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti, che punta il dito contro il dito soprattutto sul comportamento del governo: “Dal ministero dell'Istruzione in questi mesi abbiamo ricevuto solo tagli e orecchie da mercante: il massimo esempio è il falso superamento dell'alternanza, che significa solo risparmi per il Miur e orientamento al lavoro per gli studenti.  Il ministro Bussetti sostiene fermamente che gli investimenti non siano necessari per il miglioramento delle scuole di fronte ad edifici fatiscenti e soffitti crollati, diritto allo studio, welfare studentesco inesistenti, offerta formativa non di qualità”. 

“Alle esigenze degli studenti - prosegue Biazzo - questo nuovo ministro risponde tagliando 60 milioni di euro alla didattica, trasformando l'alternanza in orientamento al lavoro, lasciando che si sprechino 2,5 milioni di euro su polizia cinofila e telecamere nelle scuole! Basta scuse, inonderemo le piazze per costruire la scuola controcorrente, che sia libera gratuita democratica e ribelle!"

Scuola, le principali criticità

A Cossu e Biazzo fa eco il coordinatore nazionale di Link Alessio Bottalico che, oltre ad attaccare l'operato dell'esecutivo, spiega quali sono le principali emergenze per cui servono ulteriori investimenti: “Dal Ministro Di Maio abbiamo ricevuto solo promesse: sull'Università e sul diritto allo studio nella legge di stabilità non c'è un euro in più. Lo ripetiamo ormai da mesi, senza investimenti, anche quest'anno l'emergenza degli idonei non beneficiari è dietro l'angolo. Inoltre, la situazione dei servizi di diritto allo studio e delle residenze universitarie non è differente: tantissimi sono gli studenti esclusi dagli alloggi e il bando nazionale delle residenze non è ancora sbloccato, né sono stati aumentati i fondi”.

“Il maltempo ha messo in evidenza più che mai la fragilità delle strutture universitarie con tetti che cadono a pezzi, eppure sui finanziamenti agli Atenei neanche l'ombra - conclude - si sta parlando negli ultimi giorni di 100 milioni dal 2020 che rappresentano delle briciole rispetto a quanto sarebbe necessario per l'edilizia universitaria, l'innalzamento della no tax area, il reclutamento e il superamento del numero chiuso a cui si affianca l'insufficiente aumento delle borse di specializzazione. Saremo in stato di agitazione fin quando non ci vedremo garantito ciò che ci spetta”.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Reddito di cittadinanza? No, grazie. La geniale trovata di Carlo per non lavorare

  • Temptation Island Vip 2019: puntate, coppie e tutte le anticipazioni

  • SuperEnalotto, estratto un 5+1 da mezzo milione di euro. I numeri vincenti di Lotto e 10eLotto

  • SuperEnalotto, estratto il 6 da 66 milioni di euro. I numeri vincenti e le combinazioni di Lotto e 10eLotto

  • Estrazioni Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto di oggi sabato 14 settembre 2019: i numeri vincenti

  • Oroscopo Paolo Fox, la classifica della settimana dal 16 al 22 settembre 2019

Torna su
Today è in caricamento