Scuole, dal metro di distanza "tra le rime buccali" ai turni differenziati: cosa c'è nella nuova bozza

Accordo vicino. Il ministro dell'Istruzione Azzolina chiede un miliardo in più, ma Conte ha bisogno di tempo per trovare la quadra

Foto di repertorio

È più vicino l’accordo sulla riapertura delle scuole. Dopo che la bozza del provvedimento, uscita tre giorni fa aveva fatto infuriare un po’ tutti, il ministero dell’Istruzione è corso ai ripari. Nel documento, per quanto riguarda le misure di distanziamento sociale, si ricorda l'indicazione del Cts secondo cui "il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione ... ". Insomma, tra gli studenti dovrà esserci almeno un metro misurato da bocca a bocca, distanza che sale a due metri per la cattedra del docente.

La mascherina

Resta comunque la possibilità da parte del Cts "di valutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell'obbligo di mascherina per gli studenti (soprattutto della scuola primaria), per tutta la durata della permanenza a scuola e nei diversi ordini e gradi, una volta che possa essere garantito l'assoluto rispetto del distanziamento fisico sopra menzionato sulla base dell'andamento dell'epidemia anche in riferimento ai diversi contesti territoriali".

Possibilità di turni differenziati e ingressi scaglionati

Nella nuova bozza resta, come previsto nel precedente documento, la possibilità di prevedere turni differenziati e lezioni anche di sabato.

E ancora.  Non è escluso che l'arrivo a scuola degli alunni possa essere differito e scaglionato in maniera da evitare assembramenti. Nella nuova bozza si fa riferimento all'avvio, da parte dell'amministrazione centrale, di un apposito monitoraggio, sulla base dei dati emergenti dai Tavoli regionali e dalle conferenze di servizio, per valutare ogni possibile intervento, su specifiche situazioni, prevedendo, "ove strettamente necessario" anche ai fini di rispettare le misure di prevenzione anti-Covid "ulteriori incrementi di organico, aggiuntivi, di personale scolastico per le istituzioni scolastiche statali".

Anche in questa nuova versione proposta a Regioni ed enti locali, resta "ferma l'opportunità per le istituzioni scolastiche di avvalersi delle ulteriori forme di flessibilità derivanti dallo strumento dell'autonomia, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio".

Ad esempio, "una riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento", l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso, "una frequenza scolastica in turni differenziati" e "per le scuole secondarie di II grado oltre alla didattica in presenza, "in via complementare, didattica digitale integrata" dove le condizioni la rendano opzione preferibile o le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentano. Contemplata, ancora, la possibilità di estendere "il tempo scuola settimanale alla giornata del sabato" ove non già previsto.

Nelle scuole secondarie di II grado a differenza, della precedente bozza, la didattica digitale integrata viene considerata come opzione in seconda battuta a quella in presenza ossia "in via complementare". Tra le altre novità contenute nel nuovo testo, quella relativa alla partecipazione studentesca: oltre alle assemblee nel rispetto dell'obbligo di distanziamento, viene consentito anche lo svolgimento delle attività "con modalità a distanza". Un maggiore potere viene attribuito alle Conferenze dei servizi che, istituite su iniziativa dell'Ente locale competente, potranno anche individuare "modalità di intervento e soluzioni operative".

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Scuola, Azzolina chiede un miliardo

Ma il nodo da sciogliere è anche (e forse soprattutto) economico. La ministra Azzolina ha chiesto “un miliardo in più subito, oltre a quello gia' stanziato! Servono nuovi spazi per la didattica e per potenziare l'organico”. Dall’altro lato, il premier Conte ha chiesto ancora un po’ di tempo per trovare la quadra. Gli ultimi dettagli dovrebbero essere limati nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

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