Africa, se il riscatto viene dalla terra

Slow Food si impegna nell’obiettivo di creare 10mila orti in 25 Paesi africani. Un progetto buono, pulito e giusto

Slow Food_10mila orti per l'Africa

Buoni, puliti e giusti. Sono i mille orti avviati da Slow Food nelle scuole, nei villaggi e nelle periferie delle città di 25 Paesi africani. Devono moltiplicarsi e diventare 10mila nel giro di pochi anni: è proprio dalla terra che la rete fondata da Carlo Petrini vuole innescare il riscatto del Continente Nero.

Scolastici, comunitari o familiari, sono modelli concreti di agricoltura sostenibile, attenti alle diverse realtà autoctone e facilmente replicabili. Sono buoni perché garantiscono prodotti freschi e genuini, valorizzando le tradizioni agricole e gastronomiche dei territori.

Sono puliti perché rispettano l’ambiente, gestendo le risorse in modo sostenibile e tutelando la biodiversità.

Sono giusti perché insegnano il know how a un popolo che deve avviarsi per la via della sovranità alimentare, non si limitano a donare del cibo, ma promuovono conoscenze e competenze, riunendo generazioni diverse e contesti sociali diversi.

Dal Kenya all’Uganda, dal Mozambico alla Costa d’Avorio, dal Senegal al Marocco, gli orti Slow Food stanno sbocciando in Africa. Ognuno costa 900 euro e dei 1000, che costituiscono il primo obiettivo, 973 sono già stati adottati. Il prossimo traguardo sono 10mila. Ciascuno di noi può dare il suo contributo.

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