Agenzia UE: buona la qualità delle acque di balneazione

Il 96.6% delle aree costiere balneabili italiane soddisfa i requisiti di qualità

Lo conferma l’Agenzia Europea sull’Ambiente (AEA): le acque balneabili del nostro Paese sono sempre più pulite. Nel rapporto annuale sulla qualità delle acque di balneazione, dove sono state esaminate 22000 zone di balneazione nell'Unione europea, viene evidenziato come il 96.6% delle aree costiere balneabili rispetta i requisiti di qualità. Parallelamente, i siti bocciati sono passati da 61 nel 2012 a 135 del 2013. Nonostante ciò sono aumentate le spiagge al top dell’eccellenza: nel 2012 erano 4213 mentre nell’ultimo rilevamento sono passate a 4309. Anche per quanto riguarda le acque di balneazione interne la situazione è molto soddisfacente: l’81% di queste acque rispetta i requisiti di qualità e solo lo 0,3% è stato interdetto alla balneazione.
 

Anche a livello europeo la situazione è molto buona: a Cipro e nel Lussemburgo, afferma l’Agenzia Europea, tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%).

Janez Potočnik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l'acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l'acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti."
 

Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent'anni: non si versano più ingenti quantità di acque reflue direttamente nei corpi idrici. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata occasionati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari."

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