“Il clima cambia la città”, nasce un network per la lotta ai cambiamenti climatici

Si tratta di un gruppo di città e di esperti che, coinvolti in progetti sull’adattamento ai cambiamenti climatici, vogliono costituire questa nuova rete dove condividere buone pratiche ma anche metodi di lavoro. Piero Pelizzaro di Kyoto Club ci spiega come è nata l’idea di questa rete

Piero Pelizzaro © Ufficio Stampa Kyoto club

Il prossimo 20 e 21 settembre si svolgerà a Padova la XV Assemblea nazionale del coordinamento Agende 21 Locali italiane, un'associazione nazionale volontaria che dal 1999 riunisce Comuni, Comunità Montane, Enti Parco, Province e Regioni e ha come finalità la diffusione dei principi e della prassi dello sviluppo sostenibile e la promozione dei processi di Agenda 21 Locale. Questa sarà anche l’occasione per presentare il nuovo network “il clima cambia la città”. File rouge del network sarà la lotta ai cambiamenti climatici e le pratiche da mettere in atto per contrastarlo.


 

Si tratta di un gruppo di città e di esperti che, coinvolti in progetti sull’adattamento ai cambiamenti climatici, vogliono costituire, con il supporto del Ministero per la Tutela dell’Ambiente, del Mare e del Territorio e del Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane con la collaborazione di Kyoto Club, Iuav, Eurocube, Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici, Ambiente Italia, Indica e Assaico, questo nuovo network.


 

L’incontro ha lo scopo di riunire quelle città che hanno già maturato esperienze significative, o che stanno avviando progetti, sull’adattamento e la resilienza ai cambiamenti climatici, al fine di condividere obiettivi e metodi di lavoro della futura rete. Interverranno alla presentazione Daniela Luise Direttore del coordinamento Agenda 21 locale, Piero Pelizzaro Responsabile Cooperazione Internazionale Kyoto Club e Paola Giannarelli della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente. È proprio Piero Pelizzaro che ci spiega come è nata l’idea di questa rete.


 

«Il 16 aprile 2013 la Commissione europea ha adottato la strategia europea di adattamento al cambiamento climatico, strategia mirata al rafforzamento del livello di preparazione e della capacità di reazione agli impatti del cambiamento climatico a livello locale, regionale, nazionale e dell’Unione. Obiettivo della Strategia è quello di incoraggiare gli Stati Membri ad adottare la propria strategia nazionale». «Ad oggi, prosegue Pelizzaro, solo 17 stati membri hanno definito una loro strategia a livello nazionale. Tra i paesi mancanti si trova anche l’Italia».


 

In vista proprio della definizione di una strategia a livello nazionale, Il Ministero dell’ambiente ha appoggiato la nascita di questo network a cui hanno aderito i comuni di Alba, Ancona, Bologna, Venezia e Padova.


 

«Kyoto Club da sempre impegnato nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra e quindi a stimolare politiche di gestione degli impatti del cambiamento climatico, ha voluto dare il suo supporto scientifico a questo network», afferma Pelizzaro, vista anche l’esperienza maturata dall’Organizzazione.


 

«Kyoto Club, infatti, seguendo l’esempio di città come Rotterdam e Copenhagen, prosegue Pelizzaro, è già coinvolta nella realizzazione di un piano locale di adattamento ai cambiamenti climatici. Parliamo di Blue Ap Bologna Local Urban Environment Adaptation Plan for a Resilient City, coordinato dal comune di Bologna e realizzato insieme Arpa Emilia Romagna e Ambiente Italia. Un progetto pilota, conclude Pelizzaro, che si è posto l’obiettivo di realizzare linee guida per la definizione di analoghi Piani di Adattamento, che potranno essere adottati da tutte le città italiane di medie dimensioni».


 

L’attività umana influenza fortemente le condizioni climatiche del nostro pianeta. Fenomeni come il surriscaldamento globale dovuto all’effetto serra, la crescita della temperatura o l’aumento dei fenomeni meteo estremi sono strettamente interrelati, come ormai riconosce la comunità scientifica mondiale. Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. È tempo, quindi, di rafforzare le collaborazioni nella lotta ai cambiamenti climatici, soprattutto a livello locale. Questo network rappresenta un primo e importante passo in questo senso.

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