Percorsi naturali, Piacentini: “In Italia manca legislazione”

Così il presidente di Federtrek, che lo scorso fine settimana, a Milano, nel corso dell’evento “Fa’ la Cosa Giusta!” ha presentato suggestioni – a volte un po’ provocatorie - sull’importanza del camminare come scelta di vita. Anche in città, sempre e comunque

Passo dopo passo, scoprire la Natura. Camminare  non solo per aiutare l’ambiente, ma anche per rigenerarsi. Si osserva, si scruta si ascolta il silenzio di parchi montagne o di lunghi sentieri nascosti tra i boschi. Ma anche quartieri  più periferici  rispetto alle vie centrali ordinate e pulite di una grande città come Milano. Proprio qui, in occasione dell’evento "Fa' la cosa giusta!", organizzato lo scorso fine settimana, Federtrek, dal suo stand piazza del camminare, ha raccontato progetti, coinvolto un pubblico appassionato e presentato suggestioni – a volte un po’ provocatorie -  sull’importanza del camminare come scelta di vita. Anche in città, sempre e comunque. Ne abbiamo parlato con il Presidente, Paolo Piacentini

I sentieri delle antiche vie religiose, offrono momenti di profonda riflessione, ma anche l’opportunità di scrutare angoli di mondo che altrimenti non scopriremmo. Le persone stanno riscoprendo l’opportunità di lunghi percorsi a piedi immersi nella natura?

Sì, le persone si sono riavvicinate ai percorsi naturali, soprattutto in relazione al successo della via francigena per prima, delle altre vie francescane poi. In Italia ci sono persone che stanno riscoprendo questa voglia di viaggiare per tanti giorni, percorsi lunghi per riflettere sul rapporto diretto con la natura, ma anche riscoprire una dimensione spirituale che questo mondo ci ha fatto perdere.

In Italia quanti percorsi culturali naturali,  come la via francigena, esistono? E soprattutto, sono tutelati dalle legislazioni?

In Italia c'è un problema di tutela legislativa, a differenza degli altri Paesi.  La via francigena è un progetto europeo, ha una sua configurazione un po' più formale e prevede investimenti . Gli altri percorsi non sono ancora riconosciuti. Le regioni, nel caso della via francescana, che va da Laverna ad Assisi, hanno in parte fatto una segnaletica. Però non c'è una legislazione in Italia che le riconosce.
È stato avviato un progetto da quattro regioni, Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per far riconoscere a livello europeo le così dette vie francescane, ma, a oggi è tutto  in itinere. Siamo indietro nel conferire i riconoscimenti necessari. Quelle effettive oggi sono la via francigena, la via di Francesco, e altre quattro  che fanno riferimento ai viaggi religiosi.

Lei promuove il camminare anche in città tout court, nonostante i livelli di inquinamento più o meno alti.  È comunque più salutare rispetto al muoversi in automobile?

In passato ho avuto la fortuna di aver coordinato un tavolo nazionale sulla mobilità sostenibile anche per il Ministero dell'Ambiente e quindi conosco i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In città come Roma e Milano, a causa dei livelli di inquinamento, è molto meglio camminare a passo svelto che stare nell'abitacolo di un'automobile.

Ha scritto che, raggiungendo, ogni giorno la Fiera a piedi, ha scoperto una Milano diversa. Che intende dire?

Ho scoperto una Milano che non è quella della movida o quella della moda, del centro elegante e ricco, ma una città molto più articolata, una città che sta rinascendo. Anche nelle periferie si scoprono delle umanità che di solito simo tentati a mettere da parte e far finta quasi che non esistano.

La scelta di muoversi a piedi non è sempre agevole in città molto grandi e dalla mobilità difficoltosa. Si tratta di riorganizzare la propria vita in base ai tempi di percorrenza?

Sicuramente va recuperata – parafrasando il titolo di un libro di un professore della Calabria - "L'utilità dell'inutile". È importante riscoprire i tempi e gli spazi. È  chiaro che riorganizzare la propria vita cercando di non correre, di non avere la fretta, vuol dire anche le istituzioni dovrebbero aiutarci nel metter in pratica un nuovo stile di vita.
L'OMS ci dice che in città tutti - a meno che non abbiano una disabilità - dovrebbero camminare per 4km al giorno, che con un passo normale si percorrono in 1 ora.
Certo, va riorganizzata la nostra vita, ma questo aiuterebbe anche il quartiere a rinascere, perché lo conosceremmo di più, utilizzando i servizi che abbiamo sotto casa, un valore a 360°.

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