Raee, 70% smaltito illegalmente

Ad affermarlo Legambiente e Centro Coordinamento Raee nel rapporto “i pirati dei Raee”: tra il 2009 e il 2013 le forze sequestrate ben 299 discariche abusive di Raee

Quando si parla di Raee la situazione nel nostro Paese non è delle migliori. A mostrarci una fotografia del contesto italiano è “I pirati dei Raee”, dossier realizzato da Legambiente con il Centro Coordinamento Raee. Per quanto riguarda la raccolta e la gestione di questo particolare rifiuto, i dati non sono omogenei: nel Centro Italia vengono raccolti 4 kg di Raee, decisamente in linea con la media nazionale, nel Nord la quantità è superiore rispetto alla media mentre al Sud siamo sotto la media. Dati questi che evidenziano come siamo ancora molto lontani dai risultati ottenuti nel resto d’Europa. Ma quando si parla di rifiuti, e di Raee in particolare, non va dimenticato che c’è una percentuale molta alta di questo rifiuto che viene smaltita in maniera non propriamente legale.

Si legge nel rapporto, infatti, che nel 2012 i rifiuti elettrici ed elettronici prodotti in Italia ammontano a 800 mila tonnellate. Di queste, circa il 70% viene catturato dal mercato illegale, un mercato fatto di discariche abusive e traffici illeciti anche internazionali. Con tutto ciò che comporta per la salute dell’uomo ma anche per l’ambiente che ci circonda. Questi rifiuti, se non smaltiti correttamente, infatti, possono sprigionare sostanze altamente dannose: basti pensare, si legge nel Rapporto, ai gas CFC che si sprigionano in atmosfera quando il frigorifero viene smantellato in maniera scorretta. Oppure ai metalli pesanti, come il mercurio, il cadmio, il piombo, che penetrano nel terreno e nella falda acquifera e arrivano a contaminare la catena alimentare.

Tra il 2009 e il 2013, si legge nel rapporto, le forze dell’ordine hanno sequestrato ben 299 discariche abusive di Raee concentrate soprattutto in Puglia (13,4% del totale), in Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%). La Regioni più virtuose in questo senso sono il Veneto (solo 4 discariche sequestrate), la Lombardia (3 discariche sequestrate), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (a pari merito con solo una discarica sequestrata). Tra le 220 inchieste che hanno riguardato il delitto di attività organizzata dal traffico di rifiuti, condotte tra il 2002 e il 2013, 6 hanno riguardato specificatamente il traffico di Raee (il 2,7% del totale).

Per la quantità e qualità dei metalli pregiati presenti nei loro componenti, si legge nel Rapporto, i Raee, infatti, sono stati definiti “miniere urbane”. Parliamo di materie che hanno quotazioni di mercato molto alte e soggette a forti variazioni: come il rame, che oscilla tra i 5mila e i 6mila euro a tonnellata, l’alluminio che viaggia intorno ai 2mila euro, e il ferro che si attesta sui 300 euro a tonnellata. Si comprende bene come numeri di questo tipo ingolosiscono le organizzazioni criminali che vedono in questo un buon business. Occorre quindi incrementare i controlli e soprattutto le attività di contrasto alla criminalità, come afferma Laura Biffi di Legambiente: “i racket dei Raee si combatte favorendo il mercato legale. Ciò significa che, accanto a un migliore sistema di controlli e sanzioni esteso a tutta la filiera, dal venditore di elettrodomestici al trasportatore al riciclatore, è necessario mettere a punto una campagna di informazione efficace rivolta ai cittadini, ma anche agli addetti alle vendite, nonché alle stesse forze dell’ordine e gli enti preposti alla vigilanza. Solo così il ciclo virtuoso dei Raee sarà in grado di togliere profitti al mercato nero e di produrre nuova economia e nuova occupazione nel rispetto delle leggi e dell’ambiente”.

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