Turismo responsabile, Cia: aziende agrituristiche in costante crescita

Ad affermarlo Turismo Verde, l’Associazione della Confederazione Nazionale degli Agricoltori in occasione della giornata nazionale dell’agriturismo

© Neil Weightman

Il turismo, come ogni settore, può rivelarsi grande consumatore delle risorse del nostro pianeta. Basta guardare le nostre montagne e le nostre coste per comprendere di cosa stiamo parlando: strutture e infrastrutture per alberghi, alloggi e servizi, che deturpano il paesaggio, occupano suolo e distruggono habitat naturali. I turisti, inoltre, possono essere considerati come abitanti che si vanno ad aggiungere alla popolazione residente. Questo implica che lo stesso territorio deve supportare un maggiore livello di consumi (acqua, energia, cibo, ecc.) e smaltire più emissioni e rifiuti. Se gestito con intelligenza e con rispetto per la natura, però, il turismo può trasformarsi in un prezioso alleato per l’ambiente. Ecco allora che si parla di turismo responsabile, che in questi ultimi anni sta sempre prendendo più piede anche nel nostro Paese. A confermarlo anche Turismo Verde-Cia che fa il punto della situazione su questo importante settore, in modo particolare soffermandosi sugli agriturismi.
 

In occasione della giornata nazionale dell’agriturismo che si è svolta lo scorso 23 marzo, la Cia, Confederazione Nazionale degli Agricoltori, fa il punto della situazione del settore agrituristico italiano. Partendo dal descrivere chi è il turista tipo. Cambia l’identikit dell’ospite agriturista: mentre, da una parte, tiene lo “zoccolo duro” della clientela di famiglie con bambini che cercano relax, cibi genuini e garantiti e contatto con la natura e gli animali, dall’altra crescono le prenotazioni di single che cercano nell’agriturismo benessere, arte e musica. Si moltiplicano in particolare nelle Marche, in Umbria e Toscana, le iniziative che avvicinano l’enogastronomia tipica e di qualità a diverse forme artistiche. La fattoria si trasforma in una galleria per pittori contemporanei o location naturale per sculture e installazioni di forme d’arte. Poi ci sono agriturismi che ospitano piccole mostre-mercato di monili, abbigliamento e oggetti d’artigianato e quelli che utilizzano l’agriturismo come “campo base” per itinerari naturalistici o visite culturali.
 

In Italia le aziende agrituristiche sono in costante crescita. Oggi sono 20.474, soltanto nel 2003 erano 13 mila. Vuol dire che in dieci anni sono aumentate del 57 per cento, a dimostrazione della vitalità della “vacanza in campagna”, ma anche della multifunzionalità dell’impresa agricola che, attraverso l’ospitalità turistica e le attività connesse, permette di integrare il reddito aziendale.
 

L’attività agrituristica è relativamente più concentrata nel Nord del Paese, dove si rilevano il 46,7 per cento delle aziende; seguono il Centro (34,6 per cento) e il Meridione (18,7 per cento). A livello regionale -osserva Turismo Verde Cia- la Toscana e il Trentino Alto Adige, rispettivamente con 4.185 aziende e 3.391 aziende, si confermano i territori in cui l’ospitalità “agricola” risulta più radicata. Ma la presenza di agriturismi è molto forte anche in Lombardia (1.415 unità), Veneto (1.376 aziende) e Umbria (1.262 aziende), e poi in Piemonte ed Emilia Romagna (con più di 1.000 aziende a testa) e Sardegna, Lazio, Marche (con oltre 800 aziende).
 

Ma la vera novità dell’agriturismo “moderno” è rappresentato dalle attività collegate all’offerta turistica tradizionale: oltre all’alloggio e alla ristorazione, per un totale di 218 mila posti letto e oltre 397 mila coperti -continua Turismo Verde Cia- oggi quasi il 60 per cento delle aziende agrituristiche italiane offre altre attività legate allo sport, al gioco e al sociale. Più di 3.300 agriturismi propongono, infatti, percorsi escursionistici e 2.700 anche in mountain-bike; 3.450 offrono degustazioni di prodotti tipici locali e ricette contadine e oltre 2 mila aziende organizzano corsi di vario tipo, dalla cucina alle erbe officinali. Poi ci sono 1.800 agriturismi dove si pratica il trekking e 1.500 l’equitazione.

Il “boom” maggiore nel 2013, però, è costituito dall’attività di “fattoria didattica”, con un incremento del 15 per cento e oltre 1.200 aziende “abilitate”. Un successo che parte dalla stretta collaborazione con le scuole, in primis le elementari, che scelgono di riavvicinare i bambini alla natura e alla vita di campagna, imparando a curare un orto o a mungere una mucca, a fare il pane o a cavalcare un pony, a raccogliere frutti o a dar da mangiare alle galline.
 

Ma non sono tutte rose e fiori, spiega Turismo Verde Cia: In Italia, infatti, la morsa della burocrazia non risparmia neppure il settore dell’agriturismo che, per adempiere alle richieste della Pubblica amministrazione, ha bisogno di ben 100 giorni. La costituzione di un’impresa multifunzionale come quella dell’agriturismo, che racchiude una molteplicità di attività come l’ospitalità, la ristorazione, le degustazioni, le attività ricreative, comporta, spiega la Cia, il soddisfacimento di numerose normative (solo per fare un esempio: un’azienda spende circa 2 mila euro l’anno per lo smaltimento dei rifiuti e quasi 500 euro per canoni Tv, musica e intrattenimento) che non solo rallentano e complicano di molto l’operatività, ma fanno da freno allo sviluppo e alla crescita del settore.

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