Mascherine, misurazione della febbre e permessi per il bagno: così si tornerà a volare

Le compagnie aeree si stanno muovendo in maniera autonoma in vista di una ripartenza, lenta e graduale. Ecco come cambierà il nostro modo di viaggiare

Come si tornerà a volare? Foto archivio Ansa

Il coronavirus ha cambiato le nostre abitudini di vita e cambierà anche il nostro modo di viaggiare. Come si tornerà a volare? Dopo il periodo di lockdown che ha di fatto svuotato i cieli, il trasporto aereo prova lentamente a ripartire, ma non è ancora chiaro quali saranno le misure di sicurezza che verranno prese dalle varie compagnie, che al momento si muovono in maniera autonoma.

EasyJet e Lufthansa hanno paventato la possibilità di eliminare il sediolino centrale, per assicurare almeno un minimo distanziamento fisico tra i passeggeri, ma l'idea è stata ritenuta insostenibile dalle lobby del settore. Ryanair ha annunciato un primo ritorno alla normalità dal prossimo 1 luglio, data in cui la compagnia low cost irlandese ripristinerà il 40% dei voli. Ryanair ha disposto alcune norme di sicurezza aggiuntive. Le due principali sono l'obbligatorietà della mascherina a passeggeri e personale, e il fatto che i viaggiatori dovranno essere tenuti a chiedere il permesso per andare in bagno. Quest'ultimo accorgimento dovrebbe servire ad evitare che ci siano troppe persone in fila. Saranno gli assistenti di volo, come ha spiegato il patron del colosso irlandese del trasporto aero low cost, Michael O'Leary, ad autorizzare uno per uno i passeggeri ad alzarsi. Oltre alla mascherina, AirFrance ha assicurato che misurerà la temperatura con i termometri ad infrarossi, e sarà richiesto di averla a meno di 38.

Il traffico aereo per il momento è ancora ridotto ai minimi termini. Solo lo scorso 8 maggio (e per la prima volta dal 28 marzo), i voli nei cieli europei sono stati oltre 5mila, in aumento rispetto alle settimane precedenti, ma in calo comunque rispetto allo scorso anno di ben l'84%. Secondo le stime dell'International Consolidated Airlines Group (Iag), uno dei più grandi gruppi di compagnie aeree del mondo, che controlla British Airways, Aer Lingus e Iberia, oltre alle low-cost Vueling e Level, la domanda di passeggeri tornerà al livello del 2019 "al più presto nel 2023". Le perdite al netto delle imposte sono state di 1,68 miliardi di euro nel primo trimestre.

Coronavirus e voli nella fase 2, le compagnie: ''Inutile togliere il posto centrale''

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