Auto o mezzi pubblici? L'impatto dell'emergenza coronavirus sui trasporti

Ecco come cambiano le abitudini degli utenti del trasporto pubblico nella fase 2 rispetto a prima dell'emergenza coronavirus. Il report di Moovit insieme a PwC

La pandemia da nuovo coronavirus ha cambiato (e cambierà) i nostri modi di vivere. Questo periodo ha inciso e inciderà molto sulle abitudini di vita, sui consumi e sui comportamenti di tutti noi. Un periodo difficile, certo, ma anche un'occasione per ripensare i nostri stili di vita e capire meglio le sfide del nostro tempo e imparare alcune lezioni. Prendiamo il "caso" dei trasporti, ad esempio: che impatto ha avuto (e avrà) l'emergenza Covid-19 sugli utenti del trasporto pubblico in Italia? E, soprattutto, come cambiano le abitudini dei pendolari e viaggiatori nella cosiddetta fase 2 rispetto a prima dell'emergenza coronavirus?

Moovit, app per la mobilità urbana utilizzata da oltre 800 milioni di utenti nel mondo, insieme a PwC, lo ha chiesto a circa mille utenti dell'app realizzando un breve report. Il dato più evidente che emerge dal sondaggio realizzato per indagare l'evoluzione delle abitudini di mobilità durante l'emergenza Covid-19 è che oltre il 30% degli utenti abituali del trasporto pubblico per ora ha deciso o sta valutando di ricorrere ad un mezzo alternativo. Il 20% è ancora fortemente indeciso, e questa indecisione può essere indirizzata solo dalle azioni delle singole aziende di trasporto pubblico. A conferma del forte impatto delle misure restrittive adottate durante la fase di emergenza, circa la metà degli utenti Moovit non si è spostata mai (31,8%) o raramente (18,4%); solo 1/5 ha effettuato spostamenti quotidiani.

I mezzi utilizzati nella fase del lockdown

Durante la fase di emergenza, meno di un terzo degli utenti Moovit – in larghissima parte utilizzatori frequenti del trasporto pubblico – ha continuato ad utilizzarlo come mezzo di trasporto esclusivo; si arriva attorno al 43% considerando gli utenti che lo hanno usato in via complementare con spostamenti a piedi o con mezzi individuali. 

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Questo fenomeno va letto in ragione del calo della propensione all’uso di mezzi collettivi, ma anche in ragione della cessazione di alcuni spostamenti di norma fortemente orientati al TPL (casa-scuola e casa-lavoro per chi ha fatto ricorso al remote working) ed alla contrazione del servizio.

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Le scelte di mobilità future

Quanto alle scelte di mobilità future, secondo le propensioni di comportamento rilevate attualmente, fortemente influenzate dalla fase di emergenza vissuta sino ad ora, solo la metà circa del campione continuerà ad utilizzare i mezzi pubblici come modalità abituale (49,1% vs circa 82% dello stesso campione nel periodo ante-Covid-19). Il ruolo dei mezzi in sharing appare marginale. Una parte non trascurabile del campione dichiara di non aver ancora deciso: su questo segmento saranno determinanti le azioni degli operatori per rendere sicuro – nei fatti e nella percezione - il sistema del trasporto pubblico.

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Le ragioni della crescente propensione verso il mezzo privato dipendono dalla volontà di evitare luoghi affollati per ragioni di sicurezza. Gli utenti «fedeli» al TPL sono per 3/5 utilizzatori di «necessità», cioè non hanno altre soluzioni a disposizione: garantire il diritto alla mobilità vuol dire, dunque, mantenere e sviluppare un sistema di trasporto pubblico sicuro. Il campione che sceglie lo sharing è ridotto, ma appare comunque influenzato per oltre la metà dei casi dalla volontà di evitare i luoghi e veicoli affollati del TPL come opzione per coloro che non dispongono di un mezzo proprio (auto / scooter o bici di proprietà).

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Samuel Sed Piazza, responsabile italiano di Moovit e coordinatore europeo delle partnership, ha commentato così questo report: "Senza dubbio gli utenti abituali del trasporto pubblico hanno oggi molta diffidenza nel tornare ad utilizzare i mezzi come nel periodo antecedente all'emergenza Covid-19. Ma un'ampia fetta dei nostri intervistati, circa il 20%, ancora non ha deciso come si sposterà prevalentemente nei prossimi mesi. Saranno cruciali dunque le soluzioni approntate dalle aziende di trasporto pubblico nelle prossime settimane e in particolar modo da settembre quando riapriranno le scuole e le università e a fare la differenza potrà essere l'adozione di servizi a chiamata dinamici che si modulano secondo l'effettiva richiesta degli utenti. A supporto di queste azioni, fondamentali anche le scelte delle amminstrazioni locali che possono favorire concretamente l'utilizzo dei mezzi di micromobilità alternativa creando nuove piste ciclabili e percorsi protetti a loro delicati. Da una nostra precedente ricerca, infatti, il 40% degli utenti è fortemente preoccupato per la pericolosità delle strade urbane e per l'assenza di piste ciclabili in città".

"I risultati della survey tra gli utenti Moovit confermano il calo rilevante della propensione all'uso dei mezzi di trasporto collettivi, in ragione della percezione del rischio di contagio - ha commentato Paolo Guglielminetti, Partner & Global leader PwC per il settore Ferrovie, trasporto pubblico e strade -. Anche tenendo conto che una quota di spostamenti potrà essere sostituita in modo stabile dal remote working, non è pensabile che questa tendenza sia sostenibile nel medio termine, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale sia in termini di impatto sulla rete viaria, poiché comporta un trasferimento verso la mobilità privata. La "fotografia" della situazione che ci dà la survey deve, dunque, soprattutto stimolare azioni per rendere il sistema della mobilità collettiva sempre più sicuro, anche utilizzando soluzioni innovative come il monitoraggio con soluzioni IoT dei flussi nelle stazioni e sui mezzi,  "early warning" agli utenti via smartphone sui rischi di mezzi troppo pieni e la proposta di alternative, o ancora l'istituzione di servizi di bus a chiamata su cui è possibile gestire meglio il rispetto dei limiti di occupazione dei mezzi. Tutte cose, tra l'altro, che serviranno anche dopo la fine della pandemia. Occorre - poi - comunicare efficacemente al pubblico tutto ciò che si sta facendo in tale direzione. Il trasporto pubblico locale, ed in misura minore anche la sharing mobility, sono infatti chiamati a garantire il diritto alla mobilità per una larga parte della popolazione che, come evidenzia la survey, spesso non dispone di altre alternative".

Moovit ha anche rilasciato i dati sull'utilizzo del trasporto pubblico in Italia negli ultimi giorni lavorativi rispetto ad una giornata media prima dell'emergenza Covid-19 (dati aggiornati al 2 giugno 2020). I dati si riferiscono agli spostamenti con autobus urbani ed extraurbani, linee metropolitane, tram e treni regionali da parte di utenti che utilizzano l’app Moovit. Sono nove le macroaree analizzate e i dati indicano la percentuale di utenti a bordo dei mezzi pubblici rispetto ad una giornata lavorativa media pre-emergenza Covid-19.

  • Roma e Lazio 36,8% di utenti a bordo rispetto a una giornata media prima dell'emergenza Covid-19
  • Milano e Lombardia 35%
  • Torino e Asti 32,8%
  • Venezia 57,4%
  • Firenze 28,5%
  • Genova e Savona 33%
  • Bologna ed Emilia Romagna 43,9%
  • Napoli e Campania 29,7%
  • Palermo e Trapani 33,6% 

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