Arrivano robot e droni "salva raccolti" nei campi senza lavoratori

L'emergenza Covid-19 spinge l'agricoltura 4.0. "Vogliamo accelerare la transizione digitale dell'agroalimentare made in Italy. Se siamo primi nel mondo nel cibo dobbiamo essere primi nel mondo anche nelle tecnologie che lo supportano": è l'appello del presidente di Coldiretti Ettore Prandini

Nei campi italiani rimasti senza lavoratori a causa dell’emergenza coronavirus arrivano i robot "salva raccolti". E' la svolta tecnologica dell’agricoltura 4.0 (che vale oltre 450 milioni di euro): dai droni che verificano in volo lo stato delle colture ai sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, dall’impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi alla blockchain per la tracciabilità degli alimenti fino al personal shopper digitale nel carrello.

E’ quanto emerge da un'analisi della Coldiretti in occasione dell’Innovation Day organizzato in collaborazione con Filiera Italia e Bonifiche Ferraresi con - tra gli altri - il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Il primo appuntamento dedicato alle innovazioni tecnologiche dal campo alla tavola che aiutano il Paese ad uscire dall’emergenza coronavirus.

Che cos'è l'agricoltura 4.0 di precisione

L’agricoltura 4.0 di precisione rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni – sottolinea la Coldiretti – sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti. Con una crescita del 22% in un anno, gli investimenti in nuove tecnologie nel settore agricolo si concentrano in particolare sui sistemi di monitoraggio e controllo delle produzioni (49%), sulle attrezzature e software gestionali (34%) e sulle tecnologie di mappatura delle superfici e la raccolta di dati per il supporto alle decisioni (14%) spiega un’analisi della Coldiretti sull’Osservatorio Smartagrifood.

I robot – sottolinea la Coldiretti – sono poi sempre più al centro dell’attività agricola per monitorare e bloccare i nuovi parassiti alieni che distruggono i raccolti, per risparmiare fino al 95% di acqua per l’irrigazione e nell’allevamento e per gestire in automatico serre di coltivazione senza l’intervento umano. Le opportunità offerte dall’agricoltura 4.0 con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose” rischiano però spesso di non poter essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane. Esiste purtroppo – evidenzia la Coldiretti – un pesante “digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire. L’obiettivo è introdurre sistemi digitali altamente tecnologici all’interno dei processi produttivi e tecnologie moderne finalizzate ad ottenere l’aumento della produttività accompagnata, però, dalla riduzione dei costi e da un aumento della sostenibilità ambientale.

“Le nuove tecnologie digitali per l’agricoltura 4.0 di precisione sono uno strumento strategico per ripartire da un presente che deve fare i conti con una emergenza, quella del Covid-19, che ci sta mettendo a dura prova ma che ha anche fatto scoprire l’importanza di una tecnologia che attende solo di essere applicata al meglio”, afferma Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, nel sottolineare che “vogliamo accelerare la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy, promuovendo la distintività e l’identità dei nostri prodotti e dei nostri territori con le giuste figure professionali all’interno delle aziende. Se siamo primi nel mondo nel cibo dobbiamo essere primi nel mondo anche nelle tecnologie che lo supportano”.

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