Fase due, si cambia rotta? Quali sono le attività che potrebbero riaprire in anticipo

Il premier Conte al 'Fatto': allo studio "un'eventuale anticipazione delle aperture" ma "con differenziazioni geografiche". Lamorgese: "Dagli italiani grande senso di responsabilità"

Giuseppe Conte, ANSA

Allo studio del governo c'è anche l'ipotesi di riaprire alcune attività commerciali prima di giugno, ma solo nelle regioni a basso rischio contagio. Ad anticipare questa possibilità era stato ieri il viceministro dell'Interno Matteo Mauri che a Radio24 aveva parlato di "riaperture ad assetto variabile". A ribadirla è stato il presidente del consiglio Giuseppe Conte in un'intervista al 'Fatto Quotidiano'. "Siccome ora ci sono soglie definite di allarme - ha affermato il premier -, siamo in condizione di studiare un'eventuale anticipazione delle aperture per ulteriori attività con differenziazioni geografiche".

Le tappe delineate finora dall'esecutivo sono le seguenti: il 18 maggio potranno rialzare le serrande i negozi al dettaglio (abbigliamento, oggettistica ed altri), il 1° giugno sarà la volta di bar, ristoranti e le attività di cura dalla persona. Ma se la situazione epidemiologica dovesse consentirlo, non è escluso che qualche regione possa anticipare i tempi. 

Coronavirus, quali sono le attività che potrebbero riaprire prima di giugno

Tra le attività che potrebbero riaprire prima Conte ha citato "centri estetici, parrucchieri, ma anche teatri". Bisognerà però definire un "protocollo di sicurezza per spazi, ambienti e attività". Il premier ha aggiunto di non aspettarsi un aumento particolare dei casi di Covid "perché ormai si è diffusa fra i cittadini un’educazione generale alla convivenza col virus". 

Lamorgese: "Dagli italiani grande senso di responsabilità"

E soddisfatta della risposta degli italiani è anche Luciana Lamorgese, titolare del Viminale. ''Gli italiani - ha detto il ministro a 'Radio anch'io' ancora una volta hanno dimostrato grande senso di responsabilità, ancor di più in questi primi giorni visto che venivano da un periodo di grandi limitazioni". ''I controlli sono stati numerosi - ha aggiunto -, soltanto nella giornata del 4 maggio abbiamo avuto circa 260mila persone controllate e un numero davvero limitato di persone sanzionate, 3.600. La necessità è quella di verificare alcuni aspetti specifici, come l'assembramento e il distanziamento sociale. Dobbiamo avere la consapevolezza che i nostri comportamenti devono essere responsabili e tali devo dire sono stati. Anche sui sistemi di protezione individuale gli italiani hanno dato risposta positiva''.

I controlli, ha spiegato Lamorgese, si concentrano sui "trasporti che dobbiamo verificare con attenzione, per esempio questa mattina alla fermata della metropolitana a Roma che era ancora chiusa, alle 5, c'erano già centro persone in fila in maniera ordinata. Ho sempre detto che ognuno deve essere controllore di sé stesso, evidentemente questo periodo di covid 19 ha cambiato i nostri stili di vita dentro di noi, lo facciamo in autonomia, e questo è molto positivo''.

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