Coronavirus, il pediatra: "Ecco perché la fase 2 sarà molto più complicata per i bambini"

Le osservazioni di Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, in merito alla seconda fase dell’emergenza sanitaria

“La fase 2 sarà molto più complicata di quella precedente per bambini e adolescenti: tornare a uscire, con tutte le cautele, dopo mesi chiusi in casa, può essere fonte di paura e ansia. La loro routine è stata interrotta e se ne è impostata un’altra, ora dovranno fare dei nuovi cambiamenti. Ebbene sta a noi genitori aiutarli a superare le loro difficoltà, rassicurandoli e fornendo loro indicazioni chiare e corrette”: così Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e componente del Comitato tecnico scientifico su Covid-19, commenta all’Adnkronos Salute la seconda fase dell’emergenza coronavirus, convinto “che bambini e adolescenti ci abbiano dato una grande lezione in queste settimane di emergenza”.

“Si sono comportati in modo corretto, specie gli adolescenti che sono stati sempre descritti come allergici alle regole. I nostri ragazzi si sono trovati ad affrontare il lockdown e l’allontanamento dai coetanei con grande resilienza e responsabilità”, aggiunge il pediatra, precisando come la graduale riapertura comporterà un nuovo cambiamento, che può spaventare o angosciare.

“Dobbiamo aiutarli con delicatezza e gradualità, grandi e piccolini. Tenendo a mente il fatto che ci sarà un prima e un dopo coronavirus e che la nostra vita sarà diversa. La parola d’ordine è gradualità, che deve essere accompagnata dal buon senso e dall’intelligenza. Niente facilonerie: perché chi non ha visto cosa è accaduto negli ospedali lombardi potrebbe pensare che dopo il 4 maggio è finito tutto, ma invece non è così. Il virus è ancora tra noi e purtroppo il nostro sistema sanitario viene da anni di tagli lineari”. Ecco perché, secondo l’esperto, è molto difficile fare un parallelismo con la Germania, “che sta riaprendo e affronta un aumento della circolazione del virus, ma la cui sanità non è entrata in crisi” per colpa della pandemia.

"Non raccomandiamo l’uso della mascherina sotto i 3 anni"

Quanto alla fase 2 per i più piccoli resta il ‘nodo’ della mascherina. “Come Sip - ricorda Villani - abbiamo proposto un documento in cui non raccomandiamo l’uso della mascherina sotto i 3 anni, piuttosto sono gli adulti che hanno contatti con i piccoli a doverla indossare. Resta cruciale per i più piccini la regola del distanziamento e l’importanza di evitare assembramenti. La nostra proposta - continua - è di realizzare una mascherina fatta un pò come una fascia per capelli, più larga davanti e più sottile dietro, magari da fissare anche sopra la testa, adatta ai bimbi di 3-5 anni quando è indispensabile portarla”.

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