Braccia meccaniche e alta precisione: quando la robotica diventa collaborativa

La robotica entra sempre più spesso nelle piccole e medie imprese, merito della sua filosofia di progettazione e dei suoi numerosi vantaggi d’impiego

Tra gli ambiti tecnologici legati all’Industria 4.0, la robotica è quello che nel tempo ha avuto una crescita costante, introducendo queste sofisticate macchine in moltissime imprese, sia di grandi che di piccole dimensioni. Secondo la Federazione Internazionale della Robotica (IFR) nel 2017 sono stati installati 387 mila robot, registrando oltre il 30% di crescita rispetto all’anno precedente, con giro di affari che si attesta intorno ai 50 miliardi di dollari. Le stime preliminari relative al 2018 confermano il dato precedente, con numero di robot installati a livello globale pari a 384.000 unità. 

Questa costante richiesta del mondo imprenditoriale si accompagna a una rapida e forte innovazione tecnologica di questi sistemi, aprendo il campo ad applicazioni che finora sembravano impossibili o quasi. Tra queste una delle principali novità è rappresentata dalla collaborazione e dall’integrazione uomo-macchina nelle operazioni e nei compiti quotidiani. I cosiddetti “Robot collaborativi” o “Cobot” sono dei sistemi progettati per lavorare nello stesso ambiente di lavoro dell’operatore durante lo svolgimento di mansioni in ambito industriale.

A differenza dei “classici” robot industriali, i robot collaborativi non necessitano di uno spazio di lavoro delimitato ed è possibile farli lavorare sia in maniera autonoma che in affiancamento all’operatore. La filosofia di progettazione di questi robot prevede lo sviluppo di veri e propri bracci meccanici in grado di garantire la massima libertà di movimento rispetto alla rotazione degli assi. Questa migliorata mobilità, unita alla precisione di posizionamento degli oggetti, consente di svolgere compiti anche molto complessi e delicati, quali la manipolazione di sostanze tossiche, il supporto a operazioni di assemblaggio, la manipolazione di oggetti pesanti, lo svolgimento di operazioni ripetitive e non ergonomiche. La facilità di programmazione rende questi “assistenti” estremamente versatili e flessibili ai cambiamenti, inoltre, grazie a tecnologie come l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, possono riconoscere gli errori e decidere come comportarsi, ad esempio arrestandosi ed inviando segnali di alert agli operatori umani. 

I vantaggi dell’impiego di queste macchine in azienda sono, dunque, molteplici: riducono i costi di installazione poiché, come già specificato, non necessitano di un ambiente specifico per operare; possono essere facilmente spostati sulla linea di produzione; l’investimento per il loro acquisto è generalmente inferiore a quello dei robot tradizionali; le tempistiche medie per la messa in funzione sono di molto ridotte, evitando per l’azienda fermi produttivi con conseguenti perdite economiche. Un altro aspetto da sottolineare è la capacità di garantire la piena sicurezza degli operatori: grazie ad una programmazione evoluta e all’uso di sensoristica avanzata, i Cobot sono in grado di rilevare la prossimità di un operatore e di reagire a questa presenza rispettando distanze di sicurezza, rallentando nel caso in cui l’operatore entri nella loro area di azione, fermandosi istantaneamente al minimo contatto.

Le caratteristiche e i numerosi vantaggi descritti stanno favorendo l’impiego di queste particolari tecnologie non tanto nelle grandi industrie, dove si prediligono la velocità e le performance spinte, quanto nelle medie e piccole imprese, realtà in cui se ne apprezza la facilità di impiego e le potenzialità rispetto ad un investimento relativamente ridotto.

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