Stampa 3 D: che cos'è, come funziona e cosa si può fare

  In poco più di 30 anni, l’evoluzione tecnologica e la progressiva riduzione del prezzo delle stampanti 3D hanno contribuito ad ampliare sempre di più l’utilizzo di tale tecnologia


Una tecnica di produzione che permette di realizzare manufatti attraverso l’addizione di strati di materiale: è questa una sintetica descrizione della stampa 3 D. Una vera e propria inversione di tendenza rispetto alle tradizionali tecnologie di lavorazione (per “asportazione di truciolo”) che raggiunge quattro interessanti risultati: riduzione dei tempi di realizzazione, annullamento delle fasi di assemblaggio delle componenti, produzione minima di scarto e conseguente riduzione dei costi di produzione.

Le nuove tecnologie di stampa 3D consentono di produrre oggetti tridimensionali provenienti da un modello digitale solitamente sviluppato in CAD o scansionato tramite apposite apparecchiature laser. Questi vengono prodotti tramite la sovrapposizione perfetta di strati di polimeri condensati di varia natura in grado di aggregarsi per formare vera e propria materia solida.

Sostanzialmente le terminologie 3D printing e Additive Manufacturing indicano lo stesso procedimento di realizzazione, una sottile differenza potrebbe essere quella della destinazione d’uso dell’oggetto prodotto: un prototipo realizzato per assolvere a una funzione prettamente estetica può ricadere nel concetto di Stampa 3D, viceversa la natura funzionale e/o produttiva di un oggetto può essere associato alla manifattura additiva. Resta il fatto che l’intuizione del 1983 del fisico americano Charles Hull ha influenzato le tecniche di produzione industriale di tutto il mondo!

In poco più di 30 anni, l’evoluzione tecnologica e la progressiva riduzione del prezzo delle stampanti 3D hanno contribuito ad ampliare sempre di più l’utilizzo di tale tecnologia intercettando progettualità pericolose, visionarie, così come applicazioni in grado di impattare sul benessere umano. Per fare qualche esempio: è dello scorso anno la notizia di una piccola società americana che ha pubblicato sul web gli schemi di realizzazione di armi da fuoco con stampanti 3D, un'iniziativa nata con lo scopo di contrastare la possibile approvazione di una legge contro il possesso di armi da fuoco. Nel corso del 32° Space Symposium del 2016, l’ESA, l’Agenzia spaziale europea, ha presentato il progetto per la realizzazione di un insediamento permanente sulla Luna stampato in 3D, utilizzando materiale prelevato in situ.

Uno dei settori in cui l’Additive Manufacturing sta riscontrando un successo crescente è quello medicale, dove tra le applicazioni più diffuse abbiamo la realizzazione di modelli anatomici che riproducono organi interni sani e/o danneggiati da patologie, impiegati dal personale di strutture sanitarie per meglio spiegare gli effetti di una malattia o le fasi di un’operazione chirurgica.

Il costo accessibile degli oggetti stampati in 3D e la crescente disponibilità di materiali performanti e biocompatibili con alti standard di qualità hanno influenzato anche il settore della bioingegneria che utilizza sempre più le tecnologie additive per la realizzazione di protesi personalizzate a seguito della scansione degli arti dell’utilizzatore. Nel settore automotive cresce l’impiego delle tecnologie additive nella produzione di componentistica, ivi comprese le parti polimeriche e in metallo. In questo comparto si prevede che il mercato complessivo raggiunga 5,3 miliardi di dollari di fatturato nel 2023 per poi crescere sino ad arrivare a 12,4 miliardi di dollari nel 2028. Un esempio è rappresentato dal caso della Volkswagen che ha inaugurato in Germania un centro R&D dedicato ad approfondire le tecniche di stampa 3D e la loro applicazione alla produzione di serie.

Ma non dobbiamo pensare che la stampa 3D possa essere impiegata solamente per la realizzazione di piccoli oggetti da integrare all’interno di sistemi più complessi. Questa tecnologia ha fatto il suo ingresso anche nel mondo dell’architettura e dell’edilizia, passando dalla consueta realizzazione di prototipi sino ad arrivare alla costruzione di edifici di dimensioni reali. Sono già diversi gli esempi di stampanti provenienti da diverse parti del globo (Russia, USA, Cina) che, posizionate direttamente nel luogo in cui sorgerà la costruzione, sono in grado di realizzare manufatti di varie dimensioni, dai 20 fino ai 2000 metri quadri. Per avere maggiori informazioni su tali tecnologie e valutare nuove opportunità di business è possibile contattare gli Innovation Advisor di T3 Innovation e chiedere una consulenza personalizzata QUI.


 

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