Alzi la mano chi l'avrebbe detto solamente un mese fa. L'Italia di Cesare Prandelli schianta la corazzata tedesca di Joachim Loew e vola in finale di Euro 2012. Sarà pure retorica ma il calcio è l'unica cosa che unisce il nostro Stivale. Cambiano i tempi, cambiano i luoghi, cambiano i protagonisti ma non cambia mai il risultato: la Germania, contro di noi, perde sempre. Da Piazza del Popolo a Piazza del Duomo, per passare in Piazza San Carlo e Piazza San Marco. La doppietta di Super Mario Balotelli porta tutta l'Italia in piazza. Trombette, saltelli, canti, cori, inni. Bandiere, macchine che riempiono le strade e sciarpe tricolori.
La semifinale, come del resto le altre quattro partite giocate sin qui dagli azzurri, ha riunito centinaia di persone, per lo più giovani. E nella movimentata platea non sono mancati anche tanti extracomunitari, per nulla divisi da questioni di carta d'identità nel fare il tifo per la Nazionale. Anche Bologna è scesa in festa per l'Italia finalista ad Euro 2012: al termine della gara è esplosa la gioia della gente nelle piazze e per le vie del capoluogo emiliano. I clacson delle auto in carosello sono diventati la colonna sonora della notte bolognese, invasa dai tricolori. A Milano un'esplosione di gioia di una piazza Duomo gremita dai tifosi azzurri, ha accolto il fischio finale del match.
E nella città è cominciata la festa con tanta gente in strada con bandiere tricolori e macchine a clacson spiegati per urlare la propria soddisfazione. In piazza Duomo per la prima volta in questi Europei è stato allestito un maxi-schermo dal Comune. Bandiere tricolori hanno sventolato a lungo non solo sotto la Madunina ma anche in gran parte della città, con caroselli azzurri improvvisati in centro e persino nei pressi della Stazione Centrale. Entusiasmo alle stelle anche in piazza Beccaria, dove il Comune ha organizzato dall'inizio del torneo un vero e proprio villaggio, l'EurArena, dove i tifosi hanno potuto seguire tutte le partite dei ragazzi di Prandelli. Persino la comunità del Sacro Convento di Assisi ha seguito la semifinale dell'Europeo tra Italia e Germania, tifando per gli azzurri. I religiosi, provenienti da 18 nazioni, si sono riuniti nella sala tv. Tra loro anche uno originario della Germania, anche se il gruppo degli italiani era in netta maggioranza. Per lui, al termine della partita, "qualche sano e amichevole sfottò" ha riferito il direttore della sala stampa del Sacro convento, padre Enzo Fortunato. Infine, da Taormina la gioia per la vittoria è stata espressa dall'attore e regista Carlo Verdone. "Ragazzi abbiamo vissuto una serata straordinaria, abbiamo visto la più bella Italia nel più bel posto del mondo", ha detto Verdone a fine partita, salendo sul palco del Teatro Antico di Taormina, dove ha seguito la partita sul maxischermo insieme al pubblico.
Scene che rievocano il 2006. A proposito di quell'anno, splendido, aggiorniamo il pallottoliere. Erano più forti, più giovani, più continui e più ricchi anche questa volta ma come sempre sono stati terrorizzati da noi. Non ci hanno mai battuto in gare ufficiali, nelle sfide importanti hanno sempre pianto. Messico 1970 Italia-Germania, all’epoca Ovest, finisce 4 a 3 per noi in una partita che non sembrava finire mai. Dodici anni dopo, stessi protagonisti. La scena è quella spagnola. Il gol di Rossi, l’urlo di Tardelli e il sigillo di Altobelli. Siamo campioni del mondo e il Bernabeu è tutto Azzurro. Il tempo passa e ventiquattro anni dopo è sempre Italia-Germania, nella loro tana, a Dortmund. Quando Grosso attraversa il campo scuotendo la testa dopo aver segnato il gol della vita i fratelli d’Italia si uniscono in un grande abbraccio. Quando Del Piero pennella il gol della sicurezza la strada verso il quarto titolo mondiale diventa breve. Adesso siamo ancora qui. Ancora Italia-Germania, stavolta a Varsavia. La scena è sempre la stessa. Noi vinciamo, loro vanno via a testa bassa e la gente italiana scende nelle piazze. Ancora una volta gli abbiamo fatto uno 'spread' grosso così.










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