Evasione fiscale: 21 noti procuratori di calciatori nel mirino

Gli uomini-mercato sono accusati di avere prodotto una documentazione di pagamento per servizi in realtà mai svolti

Non c'è pace per il mondo del calcio. La Procura di Piacenza ha iscritto al registro degli indagati 21 procuratori sportivi italiani nel quadro di un'inchiesta aperta su presunte evasioni fiscali. Il sospetto è quello di un sistema in cui le parcelle degli agenti siano state iscritte a bilancio evitando il pagamento dell'Iva. Tra i nomi nel mirino degli inquirenti spiccano Claudio Pasqualin, Silvano Martina, Giuseppe Damiani, Tullio Tinti, i fratelli Bonetto, Alessandro Moggi e Giovanni Branchini. Indagato anche il dg del Piacenza (recentemente fallito), Maurizio Riccardi. Proprio dalla società emiliana è partito il lavoro della Procura, che ha avuto segnalazione dalla Polizia Tributaria di un'anomalia saltata fuori dai libri contabili. Insomma un imbroglio fiscale che permette al club di fare figurare la prestazione professionale relativa alla mediazione come un altro tipo di costo, un costo ammortizzabile, buono per la detrazione dell'Iva. Insomma un pastrocchio che potrebbe coinvolgere tutti i club. L'inchiesta è partita e sarebbero da tempo già in corso trattative tra Figc, agenti e Fisco per cercare una sanatoria senza spargimenti di sangue. Ma ora si è sovrapposto anche il penale.

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