Italia e Francia di nuovo contro dopo 4 anni: storia di una grande rivalità

Se il tempo aveva in parte rimarginato le ferite di Berlino 2006, ci ha pensato Marco Materazzi a ridare fuoco alle polveri facendosi ritrarre sorridente sotto la statua della 'colpo di testa' di Zidane

Le magie di Platini, il golden gol e poi la traversa su rigore di Trezeguet, ma soprattutto il 'fattaccio' Zidane-Materazzi. Italia-Francia si gioca anche sul filo della memoria e sono ricordi di emozioni forti, di popoli in piazza sugli Champs Elysees e al Circo Massimo, di rivalità spesso feroci tra cugini latini che somigliano spesso a parenti serpenti. Il nuovo capitolo di una sfida che si ripete da oltre un secolo si tiene mercoledì a Parma: la solida Italia di Prandelli, senza il reprobo De Rossi, contro la rinnovata Francia di Deschamps, appetitoso test verso Brasile 2014. Ma parlare di amichevole tra azzurri e bleus è fuorviante. 
 
Se il tempo aveva in parte rimarginato le ferite di Berlino 2006, ci ha pensato Marco Materazzi a ridare fuoco alle polveri facendosi ritrarre sorridente sotto la statua della 'colpo di testa' di Zidane, che si trova a Parigi al centro Pompidou, in un gesto definito 'un'altra provocazionè. Perchè in Francia l'epilogo dei mondiali brucia ancora: quel 9 luglio Zizou graffia l'Italia segnando un rigore con un beffardo cucchiaio ma è Materazzi a pareggiare, poi Zidane colpisce con una testata il difensore per insulti mai chiariti, guadagna il rosso in mondovisione e orienta l'assegnazione del titolo visto la Francia perde ai rigori con una traversa di Trezeguet. Si innesta una polemica infinita che avvelena i rapporti tra le due squadre mentre i due protagonisti continuano a ignorarsi. 
 
Per l'Italia quel trionfo sana 28 anni di brutte figure dopo il bel successo di Bearzot a Mar de Plata con il 2-1 in rimonta firmato Rossi e Zaccarelli nel 1978. Da allora solo amarezze: nel 1982 sulla strada del titolo in Spagna l'Italia cade 2-0 con gol di Bravo e Platini. Roi Michel sembra avere un conto da regolare col calcio italiano, che pure ha contribuito alla sua valorizzazione: agli ottavi degli Europei 1986 il calcio champagne ha facile gioco dei campioni del mondo ormai in disarmo: i gol di Platini e Stopyra chiudono i giochi. Poi anche la modesta Francia del 1994 si permette di battere l'Italia di Sacchi in un San Paolo freddo e deserto. Decide l'interista Djorkaeff. Dopo un 2-2 ininfluente a Parigi nel 1997 (Zidane, Casiraghi, ancora Djorkaeff e un rigore allo scadere di Del Piero) è proprio ai mondiali 1998 che gli azzurri di Maldini pagano pegno per la terza volta ai rigori. 
 
Ai quarti Italia e Francia si fronteggiano senza sfondare: dal dischetto sciupa tutto Di Biagio colpendo la traversa e poi una doppietta di Zidane consegnerà il titolo a una Francia impazzita di gioia. Ma le delusioni non sono finite, anzi il destino regala agli azzurri a Euro 2000 lo scorno peggiore: nella finale di Rotterdam l'Italia di Zoff passa con Delvecchio e potrebbe chiudere con Del Piero. Ma a pochi secondi dal trionfo pareggia Wilford, e ai supplementari un altro 'italianò, Trezeguet, completa la beffa col golden gol. La finale di Berlino, con lo stesso juventino che sbaglia il rigore decisivo, compensa anni di umiliazioni ma per trovare una vittoria nei 90' gli azzurri devono incassare ancora il 3-1 a Parigi nelle qualificazioni agli europei 2008, per poi non andare oltre lo 0-0 a Milano. Poi c'è il 2-0 di Zurigo (Pirlo e De Rossi) nella fase finale in cui perògli azzurri si fermano ai rigori con la Spagna. 
 
L'amichevole di Parma è quindi il primo confronto dopo 4 anni con bilancio a favore degli azzurri (18 vittorie, 10 pari e otto sconfitte) in virtù di una supremazia schiacciante agli albori dell'altro secolo. È proprio con la Francia il primo incontro dell'Italia, 15 maggio 1910, un beneagurante 6-2 a Milano con tripletta di Pietro Lana, autore anche del primo gol assoluto. Nel giro di 20 anni ci sono altri tre risultati col pallottoliere: un 9-4 a Milano nel 1920 con triplette di Ermanno Aebi(svizzero, primo oriundo dell'Italia) e di Brezzi, un 7-0 a Torino nel 1925 con doppiette di Levratto e Baloncieri, un 5-0 nel 1931 a Bologna con Pozzo in panchina, Bernardini a un anno dall'epurazione, e con una tripletta di Meazza.
 
Poi c'è l'impresa nella Coppa Rimet del 1938 con l'Italia di Pozzo che saluta romanamente due volte e viene fischiata da diecimila fuorusciti antifascisti riparati in Francia, ma batte i padroni di casa 3-1 ai supplementari nei quarti con doppietta di Pioli e rete di Colaussi avviandosi alla conquista del secondo titolo di fila. Poi fino al 2-1 del mondiale del 1978 solo amichevoli senza sconfitte ravvivate dalle doppiette di Carapellese (3-1 a Parigi nel 1948), 'Veleno' Lorenzi (4-1 a Genova nel 1951), Carlo Galli 'testina d'orò (3-1 a Parigi nel 1954), Nicolè (2-2 a Bologna nel 1958) e Altafini (2-1 a Firenze nel 1962). Ora a Parma il nuovo capitolo: Prandelli e Deschamps rodano due squadre rinnovate che puntano a ritrovarsi in finale a Brasile 2014.
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