Calcio in lutto, morto Mario Corso: una delle stelle della grande Inter 

L'ex calciatore avrebbe compiuto 79 anni ad agosto: era ricoverato in ospedale da giorni. Mancino imprevedibile e talentuoso, con l'Inter di Herrera vinse tutto, in Italia e in Europa

Mario Corso nella foto condivisa su Twitter dall'Inter

Grave lutto per i tifosi dell'Inter e per tutti gli appassionati di calcio: si è spento a 78 anni Mario Corso, fenomenale mancino della grande Inter di Helenio Herrera, che negli anni '60 si impose sia in Italia che in Europa. Corso avrebbe compiuto 79 anni ad agosto, ma da diversi giorni si trovava ricoverato in ospedale.

"È scomparso Mario Corso, interista, campione eterno dotato di infinita classe. Con il suo sinistro ha incantato il mondo in una squadra che ha segnato un'epoca. I pensieri e l'affetto di tutti noi vanno alla famiglia in questo momento difficile", scrive l'Inter sul proprio profilo Twitter.

Morto Mario Corso, stella della grande Inter 

Il suo legame con i colori nerazzurri durò quasi un ventennio, dal 1957 al 1973, quando si trasferì al Genoa, dove chiuse la carriera nel 1975. Con l'Inter collezionò  509 presenze, segnando 94 reti e vincendo quattro campionati nazionali, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Dei nerazzurri fu anche l'allenatore nella stagione 1985-1986, quando prese il posto dell'esonerato Ilario Castagner, concludendo il campionato al sesto posto.

Mai preso troppo in considerazione dalla Nazionale italiana, Corso era una mezzapunta di grande tecnica ed intelligenza, tra i calciatori più temuti dell'Inter di Herrera, in grado di dominare in Italia e in Europa. Il suo mancino era un'arma letale, soprattutto quando Corso lo utilizzava per battere le celebri punizioni 'a foglia morta': uno dei suoi marchi di fabbrica. 

Morto Mario Corso, il difficile rapporto con la Nazionale

Tornando al difficile rapporto con la maglia azzurra, Corso non venne mai convocato per un Mondiale o un Europeo, sia a causa dei contrasti con il c.t. Edmondo Fabbri, sia per le problematiche relative alla sua collocazione in campo. Esordì nel 1961 contro l’Inghilterra, nello stesso anno firmò una doppietta contro Israele nelle qualificazioni ai Mondiali, ma fu escluso dalla deludente spedizione in Cile. Lo stesso avvenne poi nei Mondiali del '66 e negli Europei del '68, prese parte alle qualificazioni ma poi non venne convocato. In Nazionale ha totalizzato quattro reti e 23 presenze in dieci anni.

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Morto Mario Corso, l'inventore del "tiro a foglia morta"

Con la morte di Mario Corso, oggi a quasi 79 anni, si dà l'addio all'inventore del "tiro a foglia morta", con il pallone che già in aria cambia traiettoria rendendolo imprendibile per il portiere. Una tecnica sviluppata con il suo eccezionale sinistro, piede privilegiato da uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera. Un calciatore atipico, da alcuni descritto come quasi svogliato nella corsa ma tuttavia efficacissimo (507 presente in nerazzurro e 95 gol), poco inquadrabile nel ruolo e genericamente inquadrato al centrocampo con la maglia numero 11: una specie di Eric Clapton, detto "slowhand", del calcio: come il grande rocker la sua caratteristica era quella di sembrare lento nell'esecuzione ma con un estro e una ritmica impeccabili. Definito "il piede sinistro di Dio", le sue punizioni partivano piano e prendevano una traiettoria che spesso risultava imparabile.

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