Mondiali di calcio femminile, tifosi in coro allo stadio dopo la vittoria Usa: “Equal pay!”

Il coro durante la cerimonia di premiazione della nazionale statunitense, che ha battuto l'Olanda in finale e conquistato il titolo. La gioia della capitana Megan Rapinoe per il sostegno del pubblico

Triplice fischio, la nazionale di calcio femminile Usa batte l’Olanda conquistando il quarto titolo mondiale e durante la cerimonia di premiazione il pubblico che riempie lo stadio di Lione esplode in un grido: “Equal pay!”.

Il mondiale femminile appena concluso ha portato prepotentemente a galla il tema della disparità salariale nel calcio. La capitana della nazionale Usa, Megan Rapinoe, combatte da anni contro ogni discriminazioni e per l’equo compenso. In un’intervista al quotidiano sportivo francese L’Equipe, Rapinoe ha dichiarato: “Certamente mi ha fatto piacere sentire il pubblico riprendere il nostro slogan. Credo che ormai tutti siano pronti per la parità salariale. Tutte le giocatrici di questo mondiale hanno creato uno spettacolo incredibile, non era possibile fare di meglio. Ora bisogna passare allo stadio successivo”, ha detto Rapinoe, che ha ricordato di aver avuto uno scambio di battute sul podio con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, sul tema: “So che anche lui sa che presto bisognerà fare una conversazione seria sull’argomento”.

Giocatrice professionista conosciuta a livello internazionale, Rapinoe ha più volte polemizzato con il presidente Trump. La capitana era stata criticata da Trump per non aver cantante l’inno nazionale prima della partita contro la Spagna agli ottavi di finale. Rapinoe aveva dichiarato che non sarebbe andata alla Casa Bianca qualora la squadra avesse vinto e fosse stata invitata. “Sono un grande fan del calcio femminile ma Megan dovrebbe prima vincere e poi parlare. Finisca il suo lavoro!”, aveva twittato Trump. “Non abbiamo ancora neanche invitato Megan o la squadra, ma ora lo farò, sia in caso di vittoria sia di sconfitta”, aveva aggiunto il presidente, secondo cui Rapinoe “non dovrebbe mancare di rispetto al nostro Paese, alla Casa Bianca o alla nostra bandiera, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo fatto per lei e la squadra”. Dopo la conquista del titolo, Trump ha twittato un messaggio di congratulazioni per tutto il team. 

Il gender pay gap nel calcio Usa

Come riporta il New York Times, i premi per le giocatrici del mondiale valgono 30 milioni di dollari, contro i 400 milioni dell’ultimo mondiale maschile del 2018. Infantino ha già detto di voler raddoppiare la cifra per le squadre femminili ma il divario rimarrebbe comunque molto evidente. Secondo CNBC, il calcio femminile a stelle e strisce ha generato negli ultimi tre anni più introiti rispetto a quello maschile. Pochi giorni prima della finale di Lione, più di 50 membri del Congresso avevano scritto una lettera al presidente della federazione calcistica USA per chiedere come mai le giocatrici donne venissero pagate così poco rispetto agli uomini.

Un sentimento condiviso anche da molte altre persone nel resto del Paese, a cominciare dall’ex campionessa di tennis Billy Jean King, che negli anni Settanta portò avanti la battaglia per la parità tra i sessi nel suo sport, insistendo proprio sulla questione dei montepremi delle competizioni, e che il 20 ottobre 1973 fu protagonista di uno storico match contro il tennista Bobby Riggs, che voleva dimostrare l’inferiorità femminile e invece finì sonoramente battuto. “Queste atlete hanno portato più attenzione, sostegno e orgoglio allo sport femminile più di qualsiasi altro team nella storia. È davvero ora che vengano giustamente pagate come meritano”, ha twittato King.

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