Morto Pietro Anastasi: addio al bomber di Juventus, Inter e Nazionale

Pietro Anastasi vinse a Torino tre scudetti e con la Nazionale l'Europeo del 1968. A dare la notizia è stato il sito ufficiale della società bianconera: "Oggi è un giorno triste per tutta la Juventus, per il calcio italiano e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Pietro Anastasi ci ha lasciato"

Giampiero Boniperti (a sinistra) e Pietro Anastasi (al centro) per il premio "Accendi una stella" allo stadio Olimpico di Torino il 07 novembre 2010. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Calcio in lutto. E' morto all’età di 71 anni Pietro Anastasi. Attaccante simbolo degli Anni Settanta, Anastasi era malato da tempo. Catanese di nascita, si mise in evidenza con la maglia del Varese, prima di legarsi alla Juventus: con il club bianconero vinse tre scudetti in otto stagioni (dal 1968 al 1976), prima di passare all'Inter nell'ambito del famoso scambio con Boninsegna nell’estate del 1976, operazione di mercato che all’epoca fece molto discutere. Con l’Inter non riuscì a ripetersi, vincendo comunque la Coppa Italia nel 1978, prima di chiudere la carriera con Ascoli e Lugano.

Morto Pietro Anastasi, aveva 71 anni

Con la Nazionale Pietro Anastasi vinse l’Europeo del 1968: in totale in azzurro ha collezionato 25 presenze, con otto reti, di cui una storica proprio nella finale dell'Europeo. Così lo ricorda la Juventus, dedicandogli belle parole in un ritratto sul proprio sito: "Oggi è un giorno triste per tutta la Juventus, per il calcio italiano e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Pietro Anastasi ci ha lasciato all'età di 71 anni. Era impossibile non volere bene a “Pietruzzu”, come lo chiamavano tutti i tifosi a rimarcarne la sua origine siciliana, perché è stato uno juventino fino in fondo e alla squadra del suo cuore ha trasmesso tutta la sua passione. Quella che da bambino, raccattapalle al Cibali di Catania, lo vede chiedere una foto accanto al suo idolo John Charles".

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E ancora: "Il sogno di vestire la maglia bianconera si concretizza nel 1968: Pietro arriva a Torino forte di una stagione memorabile nel Varese e di un gol storico in maglia azzurra nella finale dell'Europeo a Roma. Alla Juventus Pietro regala anni straordinari fino al 1976 per un totale di 303 presenze e 130 gol. Ma le cifre e l'attaccamento alla maglia spiegano solo in parte l'amore della gente nei suoi confronti. Il suo coraggio nelle giocate, le sue reti in acrobazia, il suo spirito da lottatore lo rendono un idolo, capace di exploit indimenticabili, come i 3 gol segnati alla Lazio in 4 minuti in una gara iniziata seduto in panchina. Un amore che lo stadio Comunale tradusse con lo striscione con la scritta: "Anastasi Pelè bianco". La vita di Pietro è stata un vero romanzo bianconero, negli anni 70' Hurrà Juventus gli dedicò una narrazione a puntate per diversi numeri. La Juventus abbraccia la moglie Anna, i figli Silvano e Gianluca e saluta Pietro con una semplice parola grande quanto lui: Grazie".


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