I 7 portieri pararigori della storia della Serie A

Rigore parato mezzo sbagliato? Certo

La bravura di un portiere non si giudica certo dalla percentuale di rigori parati, eppure tutti, dai campioni celebrati agli onesti guardiani dei pali di terza serie, vogliono fare bella figura quando di fronte a sé trovano un avversario dal dischetto. Rigore parato mezzo sbagliato? Certo, perché il coltello dalla parte del manico ce l’ha sempre chi tira: forte e angolato, ed è fatta. 

Eppure, è innegabile, c’è chi della capacità di neutralizzare i rigori ha fatto un’arte. La leggenda, in assenza di dati certi, dice che Lev Jascin si sia opposto con successo alla metà dei penalties che gli hanno calciato. Credibile? Forse no, visto che le percentuali dei migliori pararigori della Serie A sono notevolmente inferiori. Vediamo di chi si tratta. E c'è chi aveva un segreto

7. Sebastiano Rossi: 20,4%
 

Dalla sua ha il record di imbattibilità, quei 928’ che realisticamente dovrebbero restare là in cima chissà per quanto. Ma pure come neutralizzatore di rigori l’ex portiere di Cesena e Milan non se la cavava male. Undici tra respinte e parate su 54 tentativi rappresentano un ottimo bottino, favorito certo dalla stazza, con quei 198 centimetri che in tuffo gli permettevano di coprire gran parte dello specchio della porta, ma pure da un buon intuito. 

Tra i ricordi più belli ci sono le due imprese contro la Juventus, la prima con la maglia del Cesena, ma soprattutto il penalty respinto, da subentrante al posto di Antonioli, a Gianluca Vialli all’ultimo minuto della sfida di Torino del 29 novembre ’92, quando il Milan vinse di misura grazie ad un gol di Marco Simone, per due punti fondamentali sulla strada dello scudetto.

6. Matteo Sereni: 21,95%

Vincenzo Montella, Gigi Di Biagio, ma soprattutto Beppe Signori. Questo il ragguardevole elenco di vittime dal dischetto di Matteo Sereni. Quando l’arbitro fischiava un rigore contro la sua squadra, i tiratori cominciavano a tremare. Perché Signori di rigori in Serie A ne ha sbagliati solo tre, tra cui appunto quello del 21 febbraio ’99, in un Bologna-Empoli vinto comunque dai rossoblù. 

Neppure cambiare maglia ha inaridito le qualità di Sereni, capace anzi di esaltarsi al Torino: indimenticabile l’impresa del 23 settembre 2007, quando riuscì ad opporsi due volte nella stessa partita a Massimo Maccarone del Siena. Nel secondo tiro Big Mac provò anche a cambiare angolo. Ma fu tutto inutile.

5. Gianluca Pagliuca: 24%
 
Nel nostro settebello il portiere bolognese è quello che ha subito più rigori contro, ben 108, riuscendo però a tenere una media di quasi una parata su quattro. Un segreto c’era, ma Pagliuca l’ha svelato solo a fine carriera: osservare fino all’ultimo la gamba portante del tiratore, e guardare da che parte era inclinata, regolandosi così per il tuffo dalla parte opposta. Facile, no? Impresa riuscita con tutte le quattro maglie indossate in Serie A, compresa quella dell’Ascoli, con cui Pagliucone riuscì ad ipnotizzare niente meno che Francesco Totti, nel 2006.

E che dire dell’amico Roberto Baggio, gelato nel Brescia-Bologna del 5 maggio 2002, che negò agli emiliani il sogno di centrare uno storico quarto posto? Per tacere della parata più televista, quella ad Alessandro Del Piero nella “storica” partita del 25 aprile ’98, prima del "fattaccio" Ronaldo-Iuliano. Ma un cruccio resta: non averne parato neppure uno dei cinque della finale Mondiale '94.

4. Jean-François Gillet: 24,2%

Le imprese di Gillet sono la classica negazione dei luoghi comuni sui portieri. Più si è alti e più si è avvantaggiati nel parare i rigori. No, visto che la forza del belga sta tutta nel soprannome: il gatto di Liegi. Eccolo quindi saltare da un palo all'altro, in particolare sui tiri da fermo. Recordman incontrastato della storia del Bari, con ben 11 tiri neutralizzati, Gillet fa della reattività la sua dote migliore, che gli permette di arrivare anche su palloni apparentemente imprendibili per uno che si estende solo per 181 centimetri. Quando di fronte ha un rigorista, poi, scatta l'esorcismo: tutti e quattro gli ultimi tiri subiti con il Torino, infatti, hanno visto gli avversari centrare pali, traverse o sparare in tribuna.

3. Luca Marchegiani: 26,1%
 

Di lui si è sempre sottolineata la freddezza tra i pali, ma soprattutto l’ottimo rendimento nelle uscite alte, figlio della capacità non comune di leggere in anticipo lo sviluppo dell’azione. Ma nel bagaglio di Marchegiani ci sono anche 18 rigori parati sui 69 che gli sono stati calciati contro. Una percentuale molto elevata, che ha subito un’impennata nella parte finale di carriera, quando Luca, dopo 10 anni pieni di vittorie alla Lazio, decise di spendere le ultime parate in una piccola, il Chievo. 

Sudditanza o no, il numero dei rigori a sfavore si moltiplicò: addirittura otto nella sola stagione 2003-2004, con l’incredibile risultato di cinque parate, per un primato che non si registrava in Serie A addirittura dal 1951, quando ci riuscì Renato Gandolfi, del Legnano. 

2. Samir Handanovic: 34,2%
 
Gli è stato chiesto di tutto: se ha una videoteca con tutti i rigoristi del mondo, se è merito di una tecnica particolare, o di allenamenti continui. Ma da buon chef del dischetto, Samir non svela il segreto della sua pozione magica, quella che gli ha permesso finora di dire di no a 25 dei 79 rigori subiti. 

Ben più di uno su tre. Ma anche di battere nella stagione 2010-2011 il record di parate in una sola stagione: sei, meglio di Marchegiani, Gandolfi ed anche del barese Moro. Nel suo anno d’oro lo sloveno riuscì a stregare Nicola Amoruso, Vitor Barreto, David di Michele e Mauro Zarate, ma pure campioni come Marek Hamsik, Samuel Eto’o, Edinson Cavani. Prodezze isolate? No, perché in cinque anni di Udinese Samir ha parato ben 13 rigori. Solo due, finora, le prodezze all’Inter: inutile quella contro Pandev nel 4-2 del San Paolo dello scorso 15 dicembre.

1. Giuseppe Taglialatela: 42,9%
 
Ha dovuto opporsi solo a 28 rigori? Obiezione valida, ma se ne pari o respingi quasi la metà, sei a prova di qualsiasi percentuale. Il pararigori per eccellenza degli ultimi 50 anni di Serie A è proprio il portiere napoletano. Addirittura dodici i rigori neutralizzati in appena quattro stagioni e mezzo, tra il 1994 ed il ’98, per una media di tre imprese a campionato, quasi sempre rispettata. D'altronde, il suo soprannome è al di sopra di ogni sospetto: Batman. 

Inizio col botto, con due parate consecutive nella stagione ’93-94, ma poi la fama delle vittime cresce, toccando l’apice tra dicembre '95 e maggio ’96, quando gli spettatori di San Siro e dell’Olimpico assistettero delusi agli errori di Roberto Baggio e Giuseppe Signori. Due che i rigori li tiravano in modo molto diverso. Ma che non hanno mai capito come superare Pino...

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