Scimmie contro il razzismo, la trovata (imbarazzante) della Lega Serie A

Tre scimmie per simboleggiare la lotta al razzismo nel calcio italiano. Un'opera dell'apprezzato artista Simone Fugazzotto commissionata dalla Lega Serie A fa discutere in Italia e all'estero: il razzismo non si combatte così

Foto: Twitter

La polemica è inevitabile. Tre scimmie per simboleggiare la lotta al razzismo nel calcio italiano. Un'opera dell'apprezzato artista Simone Fugazzotto è stata commissionata tempo fa dalla Lega Serie A per sottolineare una battaglia che il calcio italiano sta evidentemente perdendo. La scelta di utilizzare i lavori di Fugazzotto ha subito scatenato reazioni ieri dopo che le foto sono circolate sui social: scegliere di lanciare un messaggio antirazzista utilizzando come simbolo la scimmia non è la migliore idea del mondo.

I tre quadri avrebbero come obiettivo quello di diffondere valori come l’integrazione, la fratellanza e la multiculturalità e saranno esposti permanentemente nella sala assemblea della Lega di Serie A.  Il trittico era stato realizzato lo scorso 15 maggio per la Finale di Coppia Italia tra Lazio e Atalanta.

Tre scimmie per simboleggiare la lotta al razzismo nel calcio italiano

"Dipingo solo scimmie, come metafore dell'essere umano - ha spiegato l'artista -. La teoria evolutiva dice questo. Da qui parte tutto. La scimmia come scintilla per insegnare a tutti che non c'è differenza. Perché non smettere di censurare la parola scimmia nel calcio, ma rigirare il concetto e affermare invece che alla fine siamo tutti scimmie?". Intento lodevole, ma forse l'esito non lo è allo stesso modo; l'organizzazione anti discriminazione Fare ha scritto su Twitter che "queste opere sono un insulto, saranno controproducenti e aumenteranno la disumanizzazione delle persone di origine africana".

“Ho deciso di raffigurare le scimmie per parlare del razzismo perché sono la metafora dell’essere umano - aveva articolato qualche mese fa l'artista - L'anno scorso ero allo stadio a vedere Inter-Napoli e mi sono sentito umiliato, tutti facevano il verso della scimmia a Koulibaly, un giocatore che stimo. Dipingo sempre scimmie ormai da 5-6 anni, allora ho pensato di realizzare quest'opera per insegnare che siamo tutti scimmie, ho fatto la scimmia occidentale con gli occhi azzurri e bianca, la scimmia asiatica con gli occhi a mandorla e la scimmia nera posizionata al centro, da dove nasce tutto. La scimmia diventa la scintilla per insegnare a tutti che non c’è differenza, non c’è uomo o scimmia siamo tuti uguali. Semmai siamo tutti scimmie”. 

Il caso è finito sui media di tutto il mondo, anche sul New York Times. Non una bella pubblicità per il movimento calcistico italiano, comunque la si pensi.

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Si poteva trovare un altro modo profondo e d'impatto per affrontare il tema. Combattere il razzismo usando come immagini delle scimmie è odioso. Non servono scienziati per capirlo. Il problema non è ovviamente nell'opera in sé: il punto è che i vertici del calcio nazionale non comprendono per quale motivo un manifesto di scimmie non sia azzeccato per lanciare un messaggio contro il razzismo. Non c'è molto altro da dire.

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