Isis, la propaganda su Twitter durante gli attentati a Parigi

Twitter è diventato il secondo campo di battaglia: i militanti si inseriscono sugli hashtag più virali. Come spiegava il numero due di Al Qaeda "più della metà di questa battaglia si svolge sui media"

Nel 2005, Ayman al-Zawahiri, il numero 2 di Al Qaeda, disse: "Più della metà di questa battaglia si svolge sui media. La nostra è una battaglia mediatica per i cuori e le menti della nostra umma (comunità)". Questo slogan è oggi quanto mai vivo nelle menti degli strateghi dell'Isis. 

Mentre Parigi era coinvolta in una notte di terrore, con decine di ostaggi intrappolati all'interno della sala da concerto Bataclan, Twitter è diventato da subito il campo di battaglia dei jhiadisti 2.0. Durante questa terribile notte è divento topic trend un hashtag in lingua araba che tradotto vuol dire "Stato del califfato colpisce #Francia". Anche quando questo hashtag è stato disattivato dai moderatori del social network, nella twitter-sfera sono continuati i messaggi di odio di gruppi online organizzati. 

Uno degli hashtag più virali sugli attacchi, #ParisIsBurning, è stato cooptato dai militanti dell'Isis, che lo hanno usato per rilanciare i loro messaggi di terrore. Alcuni dei tweet postati in lingua araba su questi hashtag contenevano immagini delle scene degli attentati e frasi come "Allahu Akbar" (Dio è grande). La strategia dell'Isis su Twitter sembra ormai assumere contorni molto ben definiti: i militanti online si inseriscono sugli hashtag più virali per aumentare la cassa di risonanza della propaganda social. Non è un caso che i cyber jihadisti si sono riversati su topic come #MuslimsAreNotTerrorists, #parisburns, #notinmyname dove si stavano raccogliendo tantissime persone contrarie all'ideologia di terrore dell'Isis.I tweet carichi di odio e propaganda sono stati prontamente tradotti in inglese da specifiche app che permettono la traduzione simultanea dei messaggi. 

Gli account dei militanti dell'Isis dicono che lo scopo dell'attentato di Parigi è stato "gettare il terrore nel cuore dei crociati nella loro stessa patria". Il presidente francese François Hollande è indicato come un "idiota" e i partecipanti di un concerto rock come "pagani". Per capire l'impatto della strategia social dell'Isis, IlSocialPolitico.it, primo "social magazine" che indaga sull'attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali, ha provato a vedere quanto gli argomenti legati agli attacchi di Parigi siano stati virali su Twitter. 

In tutta europa nella la notte tra il 13 ed il 14 novembre l'attenzione degli utenti online verso gli attentati terroristici è stata spasmodica. I terroristi hanno dunque avuto la possibilità di amplificare a dismisura la comunicazione social grazie alla forte diffusione cibernetica degli attentati. Ad esempio in Italia i primi tre topic trend del 14 novembre sono stati #FranceUnderAttack, Londra e Washington (riferito ai prossimi obiettivi dei terroristi) e #prayforparis. In Francia, nello stesso giorno, l'argomento più twittato è stato #ParisAttacks. In inghilterra troviamo invece #TerrorismHasNoReligion e #ViveLaFrance. In Spagna l'hashtagh più virale è stato addirittura "III Guerra Mundial". 

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