Like “nascosti” su Instagram: perché gli influencer sono a rischio

Il cambiamento potrebbe rivoluzionare radicalmente social network, che fino ad oggi ha vissuto di “mi piace”. Gli unici ha poter vedere chi ha cliccato sul cuore sotto un post saranno gli utenti che l'hanno condiviso

L'app di Instagram (FOTO ANSA)

Rivoluzione in vista per Instagram, uno dei social network più utilizzati al mondo. La piattaforma che fino ad ora aveva vissuto basandosi sui “mi piace”, adesso potrebbe cambiare radicalmente. L'idea è quella non non permettere più agli utenti di visualizzare quanti like ha accumulato un contenuto condiviso sul social, che sia questo un video o una foto. Una novità che in questi giorni è entrata in vigore anche per alcuni utenti italiani, che non possono più verificare quanti profili hanno cliccato sul celebre cuore di Instagram posizionato sotto i post condivisi dagli amici. Una sperimentazione iniziata in Canada e che adesso è giunta anche nel nostro Paese. 

Like “nascosti”: cosa cambia su Instagram

Quindi cosa cambia per gli utenti Instagram? Sottolineando come questa sia una sperimentazione che coinvolge soltanto una parte degli utenti, la prima grande novità è l'impossibilità di vedere quanti apprezzamenti ha avuto un post. Gli unici a poter vedere chi ha messo il "mi piace" saranno gli utenti che hanno condiviso la foto o il video, cliccando sulla dicitura "altre persone", mentre per i loro follower il numero sarà nascosto. Il test servirà proprio a verificare se l'update risulterà gradito agli iscritti, in Italia oltre 22 milioni di persone.

"Desideriamo che i tuoi follower si concentrino su ciò che condividi e non su quanti 'Mi Piace' ottengono i tuoi post - si legge nel messaggio che presenta la sperimentazione agli utenti selezionati - Durante questo test, solo tu potrai vedere il numero totale di 'Mi Piace' dei tuoi post".

La decisione arriva dai vertici della società acquistata da Mark Zuckerberg, che ha cominciato un percorso di aggiornamenti per rendere Instagram meno focalizzato sui numeri e più sui contenuti, allontanando la pericolosa tendenza al cyberbullismo che alcuni commenti avevano cominciato ad acquisire.

Like “invisibili” su Instagram: perché gli influencer sono a rischio

Questo piccolo ma importante cambiamento, se confermato, potrebbe cambiare per sempre le logiche del social network dell'immagine. In primis gli influencer, figure professionali che basano la loro carriera sul consenso virtuale, potrebbero risentire sensibilmente della modifica. La decisione è in mano al gradimento degli utenti, non resta che attendere se decideranno per il "like".

Codacons: “Oscurare i like non basta”

''Il test avviato da Instagram in Italia attraverso l’oscuramento del numero dei like alle foto non basta, perché non risolve problemi ben più gravi legati all’uso del noto social network''.

Lo afferma il Codacons, che ha avviato ora una nuova battaglia contro gli influencer, puntando il dito sull’uso dei bambini nelle foto pubblicate a scopo commerciale e di lucro su Instagram o per promuovere marchi di abbigliamento o altri prodotti, presentando un esposto al Garante per la Privacy e a quello dell’Infanzia. Nel mirino dell’associazione, tra i vari personaggi citati nell’esposto, figurano anche Fedez e Chiara Ferragni, nei cui rispettivi profili social compaiono spesso immagini del figlio.

Le foto di bambini pubblicate da note influencer e personaggi famosi violano una serie di normative nazionali e internazionali, spiega il Codacons nella denuncia: “La tutela della vita privata e dell’immagine dei minori ha trovato tradizionalmente cittadinanza, nell’ordinamento italiano, nell’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine); nel combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché negli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (laddove, in particolare, l’art. 16 stabilisce che: “1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”), sottolineando in modo netto come debba essere necessariamente data preminenza agli interessi e alla dignità del minore. Anche l’art. 8 delle Regole di Pechino, intitolato “Tutela della vita privata”, prevede che “il diritto del giovane alla vita privata deve essere rispettato a tutti i livelli, per evitare che inutili danni gli siano causati da una pubblicità inutile e denigratoria”.
 
Per tali motivi il Codacons ha chiesto alla Procura della Repubblica di Roma e ai garanti della Privacy e dell’Infanzia di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabilità, disponendo il sequestro probatorio dei contenuti pubblicati sui social network che potrebbero configurare reati. L'associazione per i consumatori ha anche inviato una lettera a Facebook in cui chiede di sospendere la pubblicazione di tutte le immagini ritraenti minori e diffuse in violazione della normativa vigente.

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