Ingenui e inconsapevoli: tutti gli errori dei nostri figli sulla Rete

Mettere la propria privacy a rischio solo per poter essere presenti online o per usare una applicazione: così tutti i dati, anche quelli sensibili, finiscono in Rete. Il sondaggio shock di "Save the Children": una news è affidabile solo se è apprezzata

Adulti e ragazzi vivono una vita sempre più social, con una media di più di 5 profili a testa, e sono sempre più connessi via smartphone, ma sono quasi del tutto inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in Rete: sanno che mentre navigano i loro dati vengono registrati (i due terzi sia degli adulti che dei ragazzi) anche se non sanno esattamente quali; se ne dicono preoccupati (l’80% di entrambi i gruppi di riferimento), ma hanno ormai interiorizzato l'idea che la loro cessione sia il giusto prezzo per essere presenti online e accedere ai servizi che interessano loro.

Questo lo scenario che emerge dalla ricerca di IPSOS per Save the Children su “Il consenso in ambiente digitale: percezione e consapevolezza tra i teen e gli adulti ”, diffusa oggi alla vigilia del Safer Internet Day, la giornata annuale per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie digitali.

La ricerca rivela che vi è una scarsa cura della propria storia online sia per gli adulti che per i ragazzi, che non prevede una “manutenzione” costante dei propri profili e che sembra quasi esasperare l’importanza esclusiva dell’essere “presente qui e ora”: circa 9 su 10 non compiono azioni efficaci per proteggere la propria immagine online nè la propria privacy.

Sexting e pedopornografia

Pur di essere presenti on line, i minori sono disposti anche a mentire sulla loro età: mediamente i ragazzi si iscrivono a Facebook a 12 anni e mezzo (un anno in meno del 2015), dichiarando un’età superiore. La ricerca racconta inoltre che la condivisione di immagini e video di se stessi o degli altri, con riferimenti sessuali o in pose imbarazzanti, rappresenta purtroppo un’attività molto diffusa tra i ragazzi che rende i piccoli utenti del web facili prede dei malintenzionati a caccia di immagini dagli espliciti contenuti pedoporgnografici.

Dalla ricerca emerge che pur di scaricare e utilizzare una app, metà degli adulti intervistati (50%) dichiara di accettare che il servizio possa accedere ai propri contatti, una percentuale solo di poco più bassa rispetto ai minori (58%). La quasi totalità degli adulti che accettano (92%) è inoltre convinta che dare in cambio l’accesso ai propri contatti sia il giusto prezzo da pagare per accedere a ciò che interessa, un dato che per i minori si abbassa di soli due punti percentuali (90%) e che dimostra come non vi sia alcuna differenza tra il comportamento di entrambi i gruppi di riferimento.

Le opinioni sono le nuove notizie

Sul lato dell'informazione la ricerca evidenzia che 2 ragazzi e 2 adulti su 5 considerano affidabile una news semplicemente perché apprezzano quella notizia. Più della metà dei ragazzi e degli adulti la giudica invece attendibile se a sua volta la news viene considerata attendibile da persone di cui ci si fida, mentre per quasi 1 su 2 se la notizia si trova ai primi posti nell'indice di Google.

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