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A Quito proteste anti austerità: il presidente sposta il governo

In migliaia contro l'abolizione dei sussidi per il carburante

 

Milano, 9 ott. (askanews) - Caos in Ecuador, a Quito, teatro di violente proteste contro le riforme volute dal governo per risanare le casse statali, a partire dal taglio dei sussidi per il carburante. Migliaia di manifestanti hanno invaso le strade della capitale, dove ci sono stati diversi scontri con la polizia, e hanno fatto irruzione in Parlamento. A guidare le proteste, mai così partecipate e violente da anni, ci sono gruppi di indigeni. Le persone arrestate sono oltre 500.

Nel Paese è stata dichiarata emergenza nazionale, è stato imposto il coprifuoco notturno e il presidente Lenin Moreno ha deciso di spostare temporaneamente il governo da Quito a Guayaquil, sulla costa. Moreno ha anche ribadito che i sussidi, introdotti negli anni '70, costano al governo 1,3 milardi di dollari l'anno e non sono più sostenibili. La loro abolizione rientra tra le misure di austerità concordate con il Fmi in cambio di un salvataggio da 4,2 miliardi di dollari firmato a marzo.

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