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"Così ho salvato la vita ad Antonello Venditti"

Max Tomasino, genio delle luci, racconta il malore del cantautore. "Eravamo a cena, poi ho sentito urlare: 'Chiamate un'ambulanza'. Quindi sono andato da Antonello, sapevo quello che dovevo fare. Qualche secondo in più e sarebbe morto"

 

Max Tomasino, genio delle luci, racconta a PalermoToday i momenti concitati del malore di cui è rimasto vittima giovedì scorso Antonello Venditti. Un pezzo di carne non scendeva giù e se non fosse stato per Tomasino, che conosceva la manovra di Heimlich, il cantautore avrebbe rischiato la morte.

"Eravamo seduti da dieci minuti quando ho sentito urlare  'Chiamate un’ambulanza' e ho visto Antonello seduto al tavolo che dava pugni e faceva dei cenni che non respirava". "Dieci anni fa - racconta ancora Tomasino - ho visto morire una persona così, ho pensato che era meglio conoscere le manovre di soccorso. L’ho preso e ho iniziato ad eseguire questa mossa di Heimlich, poi ho visto che respirava di nuovo e ci siamo abbracciati, c’è stato un applauso. Quando è arrivata la dottoressa, dopo 23 minuti, ha detto che se avessi aspettato qualche secondo i più forse sarebbe morto".

Servizio di Rosaura Bonfardino, PalermoToday

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