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Covid-19, Confcommercio: il Pil crolla del 16% a maggio

Consumi a picco, -47,6% ad aprile. Pesa l'eccesso di burocrazia

 

Milano, 18 mag. (askanews) - L'Italia riapre ma deve fare i conti con mesi di chiusura che hanno dato un duro colpo all'economia. Secondo l'Ufficio studi di Confcommercio il Pil a maggio crolla del 16% mentre i consumi di aprile hanno fatto segnare un calo del 47,6%.

"Da oggi - ha osservato Confcommercio - possono riaprire circa 800 mila imprese, ma il completo lockdown di aprile ha avuto conseguenze che il sistema economico italiano non ha mai sperimentato dopo la seconda guerra mondiale".

Cifre "quasi inverosimili" dice COnfcommercio che avvisa: la ripartenza si presenta "ancora densa di difficoltà".

La questione più grave è la concentrazione delle perdite su pochi importanti settori, come il turismo e l'intrattenimento, che sono anche quelli più soggetti a forme di distanziamento e rigidi protocolli di sicurezza, ma anche la mobilità e l'abbigliamento. Insomma "la fine del lockdown non sarà uguale per tutti. Ma soprattutto, dopo la riapertura si avvertiranno anche dolorosi effetti su reddito e ricchezza che si protrarranno ben oltre l'anno in corso".

A pesare l'eccesso di burocrazia che secondo l'associazione rende una incognita "l'efficacia dei provvedimenti messi in cantiere dalle autorità nazionali e internazionali".

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