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Disastro aereo Linate, il superstite: "Ho fatto oltre 100 interventi, vorrei riaprire il processo"

A 18 anni dalla strage causata dall'impatto tra un cesna e un aereo di linea lungo una delle piste di decollo, l'unico sopravvissuto

 

Sono passati 18 anni da quell'8 ottobre 2001 quando su una delle piste di decollo dell'aeroporto di Linate un cesna privato si scontrò con un aereo di linea della Scandinavian Airlines provocando la morte di 118 persone. Per l'incidente i vertici di ENAV ed ENAC subirono condanne tra i 3 e i 6 anni di carcere, anche alla luce delle molte carenze in tema di sicurezza riscontrate dagli inquirenti nello scalo milanese.

Oggi, a margine della messa in memoria delle vittime che si è svolta martedì 8 ottobre alla basilica di S. Ambrogio, l'unico supersite del disastro aereo (il peggiore della storia d'Italia) racconta la sua vita tra ospedali e interventi chirurgici. "Per me l'8 ottobre è tutti i giorni - dice Pasquale Padovano, unico superstite dei 5 addetti ai bagagli dell'hangar di terra contro il quale finì per schiantarsi l'aereo della Scandinavian - So che è impossibile, ma vorrei fosse riaperto il processo. Di certo non è stata fatta giustizia, ma quando c'è di mezzo lo stato è sempre così. Basti guardare Ustica, o le stragi di Bologna e piazza Fontana".

Servizio di Giampaolo Mannu, redazione di MilanoToday

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