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Fase 2, Fipe: l'obiettivo ora è riportare i clienti al ristorante

La Federazione ha ideato piattaforma delivery e buoni sconto

 

Roma, 22 mag. (askanews) - C'è chi ha riaperto, chi ancora è alle prese con la riorganizzazione del locale o punta tutto sul delivery e chi invece preferisce attendere ancora un po', magari il 3 giugno, quando i turisti potranno tornare in Italia. L'universo di bar e ristoranti è fatto di realtà diverse, ma sicuramente tutto il settore soffre, a causa della riduzione dei coperti, dovuta al distanziamento dei tavoli, e a una chiusura di quasi 70 giorni, che ha azzerato gli incassi e accumulato bollette e affitti da pagare.

Il vice-direttore di Fipe, Luciano Sbraga, sottolinea come ora sia il momento della "responsabilità" condivisa. L'obiettivo invece:

"In questo momento l obiettivo è quello di riportare i romani, i clienti, dentro i ristoranti, i bar, perché vediamo che ci sono ancora molte paure, e condizioni oggettive che fanno sì che le persone non si muovano, lo smart working, i turisti non ci sono e non ci saranno ancora fino al prossimo anno ce ne saranno sicuramente pochi e poi dobbiamo fare i conti con una situazione sociale che è ancora all inizio in termini di criticità, ma nei prossimi mesi si aggraverà perché ci sono molte persone i cassa integrazione, ci sono molte persone che probabilmente, speriamo di no, perderanno il lavoro, per una ripartenza che non sarà semplice".

"Senza questi flussi e poi soprattutto anche con un po di paura, la paura c è tra i consumatori, la ripartenza non poteva che essere lenta. Però questo è l inizio, bisogna comunque ripartire, perché non c è alternativa alla ripartenza".

La Federazione si è attivata con alcune iniziative:

"Ci stiamo occupando di dare un supporto alle aziende che fanno delivery, abbiamo fatto una piattaforma per il delivery, una vetrina digitale, abbiamo lanciato l idea dei voucher, che sono dei buoni che si possono acquistare dando un vantaggio ai clienti in termini di un plusvalore, quel buono ha un valore superiore fino al 25%".

Secondo un analisi di Fipe-Confcommercio fatta prima del 18 maggio, a dichiarare di voler riaprire era il 50-60% delle aziende d Italia, una riapertura graduale che entro inizio giugno dovrebbe sfiorare l 85-90% del totale.

"Rimane uno zoccolo, intorno al 15% restante che dovrebbe riaprire a giugno. C è anche uno zoccolo duro che dice che in queste condizioni non può riaprire e non riaprirà, ma è evidente che è una posizione, rispettabile, che denota grande difficoltà, ma che non ha futuro, perché queste sono le condizioni per poter riaprire, non ce ne sono altre".

"Assumere una posizione di chiusura, pensando di riaprire quando tutto sarà finito, vuol dire riaprire tra 7-8 mesi se va bene e probabilmente un azienda che sta ferma 7-8 mesi è un azienda destinata a chiudere", ha concluso.

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