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Giornata del rifugiato, parlano i migranti bloccati a Tijuana

Il Covid-19 ha prolungato le loro attese al confine

 

Roma, 20 giu. (askanews) - Le restrizioni dovute al Covid-19 prolungano l'attesa dei richiedenti asilo che si ammassano a Tijuana, in Messico, con la speranza di raggiungere gli Stati Uniti. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, France Presse ha incontrato alcuni di loro.

"Si può solo aspettare, più di tutto avere pazienza - dice Yosmary , richiedente asilo del Nicaragua - e se Dio vuole, che questa pandemia termini perché in realtà essa ci ha colpito troppo".

"Siamo stati in un solo tribunale a San Diego e gli altri sono rimasti in stand-by, chiusi, arrestati e fino ad oggi siamo bloccati - aggiunge Julio Lopez, richiedente asilo del Salvador - siamo qui senza sapere quali sono le decisioni".

"Possiamo dire che stiamo soffrendo perché non stiamo come vorremmo stare, ma non ci manca un tetto, del cibo e dei vestiti, stiamo bene qui - dice la richiedente asilo messicana Ely Sanchez - L'unica cosa che ci esaspera è che è tutto chiuso e il tempo ci uccide".

"Quello che voglio per i miei figli, - conclude Julio Cesar Pablo, anche lui messicano - è che non soffrano quello che abbiamo sofferto noi".

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