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Libri, "Nato per non correre" del giornalista Salvo Anzaldi

Racconta la sua Maratona di New York da emofilico

 

Torino, 12 ago. (askanews) - Sta diventando un piccolo caso editoriale il romanzo del giornalista torinese Salvo Anzaldi "Nato per non correre", edito da Casa Sirio. A metà tra memoir e romanzo di formazione il libro di Anzaldi racconta la sua storia. Emofilico e con una protesi in titanio al ginocchio, Salvo decide nel 2015 di correre la Maratona di New York e la porta a termine in 6 ore. Una sfida realizzata, in collaborazione con Telethon, insieme ad altri 4 emofilici, la cui storia è raccontata nel corto di Mauro Mancini "Traguardi".

"Nessun emofilico prima di allora aveva mia realizzato una impresa di questo tipo. Io l ho fatta assieme ad altre 4 persone e crediamo che questa esperienza possa essere di conforto a tutta la comunità emofilia mondiale".

Un racconto capace di dare speranza e un po' di positività . "L'idea di scrivere un libro mi è venuta nel momento stesso in cui ho deciso di fare la maratona. Quando nel novembre 2014, la mia fisioterapista, la dottoressa Eleonora Forneris, che mi ha accompagnato nell'allenamento e poi nella maratona, mi ha chiesto: "te la senti di farlo?" E io ho accettato, proprio in quel momento lì, ho deciso. Sapevo che questa storia l'avrei raccontata".

Nessuno a cominciare dalla sua famiglia credeva che potesse imbarcarsi in un'impresa di questo tipo.

"Ho rinunciato a tante delle cose che in genere fanno le persone della mia età. Fin da bambino e poi da adolescente mi era toccato rinunciare a tante cose. Io non avevo mai corso, lo jogging era per me nulla più che un termine del vocabolario. Comunicare a loro: sapete che c é? Io vado a New York a correre la maratona è stato sorprendente". Nessuna sfida è troppo grande per essere affrontata e raccontata con una punta di ironia, se si ha voglia di prendersi la rivincita sul proprio destino.

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