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Rapporto Federchimica: le nostre industrie da sempre sostenibili

Presentata a Ecomondo la 25esima edizione del Responsible Care

 

Rimini, 6 nov. (askanews) - Le industrie della chimica in Italia sono sempre state sostenibili, per l'attenzione che hanno sempre rivolto all'ambientale, al sociale e alla vita economica del Paese. Lo dimostrano i dati che vengono raccolti dal Rapporto annuale "Responsible Care", giunto alla sue 25esima edizione, presentato a Ecomondo.

L'industria chimica - si legge nel Rapporto - si conferma un comparto virtuoso nella sicurezza e nella salute dei dipendenti, con un bassissimo numero di infortuni e malattie professionali rispetto alle ore lavorate; è già in linea con gli obiettivi dell Unione europea sui cambiamenti climatici al 2020 e al 2030. Rispetto a 30 anni fa ha ridotto i gas serra del 59% e migliorato l efficienza energetica di oltre il 55%; inoltre le emissioni in atmosfera ed effluenti negli scarichi idrici si sono drasticamente ridotti del 95% e del 77%. Il settore è impegnato con determinazione a perseguire il modello dell economia circolare, prevenendo per quanto possibile la produzione di rifiuti, di cui il riciclo è la prima modalità di smaltimento (24%), mentre alla discarica si ricorre solo nel 4,5% dei casi.

Gerardo Stillo, Presidente Programma Responsible Care Federchimica: "Se parliamo di energia le industrie aderenti alla Responsible Care hanno già raggiunto gli obiettivi fissati dalla Comunità economica europea per il 2020-2030. Se poi parliamo di CO2 che è tanto di moda col discorso dei cambiamenti climatici anche qui le aziende hanno già raggiunto gli obiettivi del 2020 con una riduzione del 20% e per il 2030 del 40%".

"Parliamo molto di economia circolare: le aziende sono state sempre 'circolari', anche se probabilmente non c'era il termine, venivano indicate come 'recupero'. Oggi il riciclo dei nostri rifiuti è intorno al 24%". "Oggi dei rifiuti che vanno a termocombustione sono meno del 5% - ha aggiunto - se solo si riuscisse ad aprire dal punto di vista normativo, è chiaro che la parte dei recuperi raggiungerebbe dei valori che possono superare anche l'80% perché è interesse dell'azienda nel rispetto delle leggi e delle norme".

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