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Siria, Erdogan non si ferma e Trump annuncia severe sanzioni

Cina: stop intervento militare; festa a Minbej per arrivo siriani

 

Roma, 15 ott. (askanews) - Non intende fermare la sua offensiva nel Nord-Est della Siria, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che in un'intervista al Wall Street Journal ha assicurato che impedirà ai combattenti dell'Isis di lasciare la regione, rispondendo alle inquietudini degli occidentali che temono un ritorno in campo dello Stato islamico dopo l'intervento turco in Siria. Ankara ha accusato infatti le forze curde di aver deliberatamente rilasciato membri dell'Isis per "seminare il caos" nella regione.

Intanto mentre ai circa 1.000 militari statunitensi schierati nel Nord della Siria è stato ordinato di lasciare il Paese, Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco, chiedendogli di "porre fine all'invasione" in Siria. Su Twitter ha pubblicato un documento con cui annuncia sanzioni economiche degli Usa ad Ankara, le quali comporterebbero l'aumento del 50% dei dazi sulle importazioni di acciaio dalla Turchia e la sospensione dei negoziati con la Turchia per un accordo commerciale da 100 miliardi di dollari. Il vicepresidente Usa Mike Pence si recherà inoltre in Turchia di persona a breve.

La Cina ha invitato la Turchia a porre fine al suo intervento militare in Siria, temendo che l'operazione di Ankara sfoci nella fuga di "terroristi". Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha dichiarato: "La sovranità, l'indipendenza, l'unità e l'integrità territoriale della Siria va rispettata e sostenuta. Chiediamo alla Turchia di interrompere la sua azione militare e trovare la strada giusta per una soluzione politica".

Nel frattempo la televisione siriana ha mostrato immagini degli abitanti di Minbej, nel Nord-Est del paese, che sventolano le bandiere nazionali e foto del presidente siriano Assad per festeggiare l'arrivo del regime.

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