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Strage di mormoni in Messico, un arresto

Trump: fare guerra ai cartelli della droga

 

Bavispe (Messico), 6 nov. (askanews) - Non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto un gruppo di uomini armati, probabilmente di un cartello della droga, a fare strage di una importante famiglia mormone in Messico. Almeno tre donne e sei bambini sono stati uccisi in un'imboscata in pieno giorno mentre, con altri familiari stavano viaggiando in una zona vicina al confine con gli Stati Uniti.

Un uomo è stato arrestato perché sospettato di avere preso parte al massacro. La polizia messicana ha dichiarato di aver fermato un individuo che teneva in ostaggio due prigionieri, legati e imbavagliati nello stato di Sonora. Il sospettato aveva diversi fucili e una grande quantità di munizioni.

Le vittime del massacro appartenevano alla famiglia LeBaron di una comunità mormone che si stabilì sulle colline del nord del Messico negli anni Quaranta. Ha raccontare l'accaduto Julian LeBaròn, fratello di Benjamin, fondatore di un gruppo di lotta al crimine chiamato SOS Chihuahua, e ucciso nel 2009. "È stato terrificante, bambini strappati dal seggiolino dell'auto e bruciati vivi e una donna uscita dalla macchina è stata colpita al petto mentre altri erano rimasti intrappolati nei veicoli". "Non sappiamo perché, sebbene abbiano ricevuto minacce indirette. Non sappiamo chi sia stato", ha aggiunto Julian.

Secondo il presidente americano Donald Trump, la famiglia si sarebbe trovata in mezzo ad uno scontro a fuoco tra due cartelli. "È il momento per il Messico, con l'aiuto degli Stati Uniti, di lanciare una guerra contro i cartelli della droga e cancellarli dalla faccia della Terra" ha detto Trump. Ma l'ingerenza non è stata gradita dal presidente messicano Andrés Manuel Lòpez Obrador, che ha tagliato corto: non serve un intervento straniero.

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