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Torna la band indie I Quartieri con il nuovo album "Asap"

Il gruppo si conferma erede della "scuola romana" degli anni '90

 

Roma, 10 ott. (askanews) - È un ritorno molto atteso quello de I Quartieri, la band indie romana con il nuovo album ASAP, (acronimo inglese di "As soon as possible"), un titolo volutamente autoironico - quasi sei anni dopo il successo di "Zeno".

Ma la formazione composta da Fabio Grande, Paolo Testa e Marco Santoro (tutti poco più che trentenni) si muove su binari diversi da quelli della frenesia contemporanea. Il loro pop richiama i Radiohead, gli XX, i Grizzly Bear ma anche un certo hip hop da cui in qualche modo hanno ripreso alcune ritmiche.

Il leader del gruppo, Fabio Grande, intervistato negli studi di Askanews, ha spiegato cosa è cambiato rispetto all'album d'esordio, anche proprio nella lavorazione del nuovo disco: "Sicuramente rispetto a Zeno i suoni sono più asciutti, le canzoni sono mediamente più corte, le abbiamo lavorate molto in sala, le abbiamo suonate tutti insieme mentre prima era un processo in cui io portavo materiale già un po' più sviluppato e poi lo finalizzavamo insieme, invece stavolta l'abbiamo lavorato tutti insieme e questo ha anche delle conseguenze sul suono del disco e sulla forma canzone".

Le canzoni de I Quartieri avvolgono l'ascoltatore con morbidezza psichedelica, e i testi di Grande partono dal personale per arrivare a cantare l'universale.

Il disco, pubblicato da 42 Records, è stato anticipato da due singoli "Vivo di notte" e "Siri", quest'ultimo in particolare una vera e propria opera concettuale dei registi Gabriele Ottino e Sharon Ritossa. Girato in verticale, condensa la giornata di un'adolescente musulmana di 16 anni in Italia sul suo smartphone, ed è ispirato alla vicenda siriana:

"L'ho scritta mentre leggevo il fumetto di Zerocalcare Kobane Calling, una bella opera importante e mi è venuta voglia di provare a scrivere una canzone non sul contesto geografico politico e storico nello specifico ma su una situazione di emergenza e di fuga".

Una canzone in cui il navigatore, Siri, diventa un pretesto per guidare chi fugge verso una nuova casa che però spesso non ti vuole accogliere. Ma su un altro livello, Siri è anche il simbolo dell'accelerazione tecnologica che pervade tutto e tutti, anche nell'ambito della musica e dell'arte: "È una gara a chi fa prima e a chi fa più rumore è a chi è più impattante, perché quando il margine di attenzione che hai da parte delle persone per ragioni culturali e sociali si accorcia così tanto, devi sfruttare un momento molto breve nella quotidianità delle persone e farlo nel modo più impattante possibile".

Un modello che però resta lontano da I Quartieri, legati alla scuola romana degli anni '90 di cui sono degni eredi e promotori: "Per quanto ci riguarda non ci interessa proprio, non riusciamo ad assecondare una logica che non sia molto onesta e molto personale rispetto a quello che facciamo, non riusciamo a dimenticare quello che ci piace e perché abbiamo cominciato a fare musica pur di raggiungere chissà quale palco".

Le date del tour di promozione dell'album sono il 18/10 al Monk di Roma con i Laago! Il 24/10 al Magazzino sul Po a Torino Il 25/10 all'Astro Club di Pordenone; il 26/10 al Circolo Ohibò di Milano; il 15/11 al Dejavu Drinkandfood di Teramo e il 23/11 al The Cage di Livorno con i Laago!

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