Lunedì, 25 Ottobre 2021
Riscaldamento globale

Bisogna fare presto per proteggere i bambini nati nella crisi climatica

Per Save the Children “la crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini”. Secondo un nuovo rapporto, i bambini nati nel 2020 sono sette volte più esposti a ondate di calore estremo rispetto ai loro nonni

Sono i "nati nella crisi climatica", i bambini venuti al mondo nel 2020 nel pieno della crisi legata al riscaldamento globale e che saranno esposti alle ondate di calore successivo in media sette volte di più rispetto ai loro nonni. Per proteggere il loro futuro c'è poco tempo, avverte Save the Children, che ha diffuso oggi un rapporto sul tema realizzato in collaborazione con un team internazionale di ricercatori sul clima guidato dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB), alla vigilia del meeting internazionale PRE-COP26 ospitato dall'Italia a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre in preparazione del summit Onu sulla crisi climatica COP26 che si terrà in Scozia il prossimo novembre.

"Anche se l'86% delle emissioni globali di CO2 è responsabilità dei paesi più ricchi, i bambini che vivono in quelli a basso e medio reddito e nelle comunità più svantaggiate saranno colpiti prima e più pesantemente, perché sono già i più esposti alle malattie trasmesse dall'acqua, alla fame e alla malnutrizione, e vivono in alcuni casi in abitazioni precarie o più fragili e vulnerabili in caso di inondazioni, cicloni e altri eventi climatici estremi", dice l'organizzazione. I dati diffusi oggi mettono in evidenza l'aumento dell'esposizione a una serie di eventi estremi legati al clima dei bambini nati nel 2020 rispetto a quelli nati nel 1960. I neonati di oggi saranno anche colpiti 2,6 volte in più dalla siccità, 2,8 volte in più dalle inondazioni dei fiumi, quasi 3 volte in più dalla perdita dei raccolti agricoli, con punte di 10 volte in più come in Mali, e dal doppio degli incendi devastanti.

Il rapporto diffuso oggi da Save the Children, sviluppato con la partecipazione e le testimonianze di un gruppo di bambini tra i 12 e i 17 anni provenienti da Albania, Bangladesh, Cile, El Salvador, Guatemala, Kosovo, Norvegia, Somalia, Sri Lanka, Stati Uniti e Zambia, "delinea le proporzioni devastanti dell'impatto della crisi climatica sui bambini se non ci sarà un'azione immediata". 

"La crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini"

La ong sottolinea come gli impegni presi finora per la riduzione delle emissioni nel quadro dell'Accordo di Parigi "determinerebbero un aumento della temperatura globale da 2,6 a 3,1 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali, con un impatto inaccettabile sui bambini". Il tempo stringe ma è ancora possibile fare qualcosa per invertire questo andamento, avverte Save the Children: "se si riuscirà invece a limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi come sancito dall’obbiettivo dell’Accordo di Parigi, l'esposizione aggiuntiva dei neonati attuali alle ondate di calore eccessivo diminuirà del 45%, del 39% per la siccità, del 38% per le inondazioni dei fiumi, del 28% per la perdita dei raccolti e del 10% per la devastazione degli incendi". 

"La crisi climatica è di fatto una crisi dei diritti dei bambini, e l'azione sul cambiamento climatico non è solo un obbligo morale, ma anche un obbligo legale per i governi di agire nel migliore interesse dei bambini. Le recenti ondate di calore negli Stati Uniti e in Canada, gli incendi in Australia, le inondazioni in Europa e in Cina, le molteplici siccità che stanno causando crisi alimentari in luoghi come l'Afghanistan, il Madagascar e la Somalia, hanno chiaramente dimostrato che nessun luogo è sicuro", commenta Inger Ashing, CEO di Save the Children International, aggiungendo: "Senza un'azione immediata, consegneremo un futuro mortale ai nostri figli. Dobbiamo eliminare la nostra dipendenza dai combustibili fossili, creare reti di sicurezza finanziaria per l’adattamento ai cambiamenti climatici e sostenere le comunità più colpite. Possiamo ribaltare la situazione, ma dobbiamo ascoltare i bambini e passare all'azione per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi e dare molta più speranza ai bambini che non sono ancora nati".

Alle ore 16 è previsto anche l'evento internazionale online 'Children and Youth Voices on the Climate Crisis' di Save the Children, alla presenza del Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani e con la partecipazione di giovanissimi attivisti tra i 12 e i 18 anni collegati dall’Africa, dall’Asia, dall'Europa e dall’America Latina per un dialogo-intergenerazionale sui temi della crisi climatica globale

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