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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Dna nell'aria

Basta un campionamento dell'aria per scoprire quali animali abitano nella zona

Due nuovi studi dimostrano che nell'aria sono presenti frammenti di Dna in quantità sufficienti per identificare gli animali presenti nelle vicinanze. Una scoperta che potrebbe semplificare notevolmente il monitoraggio delle specie a rischio in ambienti selvaggi e inospitali

Invisibili, inodori e incolori. Eppure sono presenti costantemente tutt'intorno a noi: microscopiche molecole di Dna che si distaccano da uomini, piante e animali e rimangono a lungo in sospensione nell'aria. All'interno di ognuna, una firma genetica, che come un'impronta digitale permette di identificare con la massima precisione la creatura da cui proviene. Due nuove ricerche, pubblicate sulla rivista Current Biology, dimostrano che effettivamente è possibile catalogare tutti gli animali presenti in un'area utilizzando un semplice campionamento dell'aria, e sequenziando poi le molecole di Dna presenti al suo interno. Una scoperta importante, che potrebbe semplificare notevolmente il monitoraggio delle specie a rischio in ambienti selvaggi e inospitali. 

I due studi in questione sono stati svolti indipendentemente da team di ricercatori danesi, inglesi e canadesi, e hanno sfruttato uno dei luoghi dove sono presenti il numero maggiore di specie animali differenti in uno spazio tutto sommato ristretto: lo zoo. Nel caso dei ricercatori danesi l'esperimento si è svolto nello zoo di Copenaghen, dove i ricercatori hanno raccolto campioni di aria utilizzando dispositivi estremamente comuni: un aspirapolvere ad acqua, e due differenti modelli commerciali di soffiatore. 

Nonostante l'equipaggiamento improvvisato, una volta sequenziati i campioni raccolti i risultati hanno superato le aspettative degli scienziati. “Con appena 40 campioni abbiamo individuato 49 specie animali, tra mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci”, racconta Kristine Bohmann, coordinatrice del team danese. 

Nel secondo studio, i ricercatori inglesi e canadesi coordinati da Elizabeth Clare, dell'Università di York (in Canada), hanno utilizzato invece dei filtri estremamente sensibili collegati a delle pompe a vuoto per raccogliere i loro campioni nello zoo della cittadina di Hamerton, nel Regno Unito. E con la loro attrezzatura di precisione, i risultati si sono rivelati ancor più soddisfacenti. “Siamo riusciti ad identificare il Dna di 25 specie animali, come tigri, lemuri e dingo, 17 delle quali erano specie custodite nelle gabbie dello zoo”, racconta Clare. “Abbiamo trovato il Dna di animali posti a centinaia di metri di distanza dal sito di campionatura, e persino quello di animali custoditi al chiuso”. 

Tra le specie emerse dalle analisi vi erano anche animali tipici della fauna locale, non appartenenti al campionario degli zoo, come i porcospini nel caos dello zoo inglese, e lo scoiattolo rosso, in quello danese. Una tale sensibilità – spiegano gli scienziati – dimostra che questa tecnica di monitoraggio ha enormi potenzialità per future applicazioni in ambienti selvatici, dove potrebbe rivelarsi fondamentale per verificare lo stato di salute di comunità a rischio di estinzione, e supportare così i programmi di conservazione. 

“La natura non invasiva di questo nuovo approccio lo rende particolarmente adatto all'osservazione di specie a rischio, soprattutto in ambienti difficili da raggiungere, come cave e burroni”, sottolinea Clare. “Il campionamento dell'aria potrebbe rivoluzionare il biomonitoraggio in ambienti terrestri – conclude la ricercatrice – e offrire nuove opportunità per lo studio delle comunità animali, e l'identificazione di specie aliene”. 

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