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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Ambiente

Dopo cent'anni di inquinamento la bonifica: rinasce il fiume Bormida

Una lunga storia quella di questa valle tra Liguria e Piemonte: tutta colpa delle fabbriche che sversarono i rifiuti nelle acque del fiume

"Hai mai visto il Bormida? Ha l’acqua color sangue raggrumato, perché porta via i rifiuti delle fabbriche di Cengio e sulle sue rive non cresce più un filo d’erba. Un’acqua più porca e avvelenata che ti mette freddo". Così scriveve Beppe Fenoglio nel 1963 in "Un giorno di fuoco". Parlava della Val Bormida, una zona tra Piemonte e Liguria.  

Tutta colpa dell'Azienda coloranti nazionali e affini (Acna), fabbrica che dava lavoro alla popolazione di questa zona e intanto intaccava salute e ambiente. Ma quello scempio oggi sembra essersi fermato: dopo una bonifica durata anni le acque del Bormida ricominceranno a irrigare i campi e torneranno anche i pescatori, che ricominceranno la loro attività dal primo febbraio 2015. 

UNA LUNGA STORIA - Tutto cominciò nel 1882 quando qui si stanziò una fabbrica di dinamite, la prima a sversare i rifiuti nel fiume. Già nel 1902 venne vietato l'utilizzo dei pozzi di Saliceto, Camerana e Monesiglio, paesi della zona. L'acqua, proprio come sottolineato da Fenoglio, ha un colore torbido. Nel 1922 la fabbrica viene convertita alla produzione di coloranti chimici. Pochi anni dopo i contadini della zona vanno dal giudice: non hanno più l'acqua buona per irrigare i campi. Ma niente: non ottengono giustizia. L'Acna chiuderà soltanto nel 1999 e inizierà la stagione di bonifica

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