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Domenica, 5 Febbraio 2023
Tra maltempo e burocrazia

Il paese che si allaga "per colpa" dei troppi legami di parentela

Dalla Sardegna una storia paradossale, simbolo della burocrazia che troppo spesso rallenta la messa in sicurezza del territorio. A Bosa (Oristano) c'è un progetto, pronto da anni, che limiterebbe l'esondazione. Ma in consiglio comunale manca sempre il numero legale per approvarlo. Il motivo? Parentele o affinità con proprietari e progettisti

Ogni volta che piove tanto, alcune zone della pittoresca cittadina sul fiume Temo rischiano di allagarsi. A Bosa, popolare meta turistica di 7mila abitanti sulla costa occidentale della Sardegna, tra Alghero e Oristano, l'acqua esonda "perché ci sono troppi parenti". Un paradosso simbolo della burocrazia che troppo spesso rallenta la messa in sicurezza del territorio. C'è un progetto, pronto da anni, che sarebbe molto probabilmente in grado di limitare significativamente l'esondazione di uno dei corsi d'acqua causa del problema nel paese della Planargia, quando dal cielo scende tanta acqua in pochi minuti. E questo succede sempre più di frequente, ovunque.

Cosa significa che Bosa si allaga perché "ci sono troppi parenti"? Partiamo dai fatti. Sul canale tombato di via Lamarmora si scaricano le acque del Rio s'aladerru, del Rio Codulanu e del versante sud di Bulga (dove cè la strada sale a Montresta).  Quella sezione del canale è pulita, libera da ostacoli, ma non riesce a ricevere tutta l'acqua quando piovono 100 mml in poche ore o 25 in un'ora, come accaduto di recente: esonda nelle zone alte.  "L'acqua scorre nelle strade e allaga subito le strade del centro, per poi defluire lentamente. Per questi due rii è in corso una interminabile fase progettuale - spiega il sindaco Piero Franco Casula su Facebook -  Il progetto è stato approvato dalla giunta Casula fin dal 2010 e portato a più riprese in Consiglio Comunale dove, a causa delle incompatibilità, parentele o affinità con proprietari e progettisti, mancava sempre il numero legale (l'affinità è il vincolo intercorrente tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge, ndr)", dice apertamente il primo cittadino. Il progetto, che prevede la realizzazione di un nuovo canale che intercetti il Rio S'Aladerru e devii una parte delle portate, non risolverebbe del tutto il problema degli allagamenti. Non una soluzione totale, ovviamente: ma sarebbe quantomeno una pezza importante.

Negli anni cinque amministrazioni non sono riuscite ad approvare il progetto in consiglio comunale per la mancanza del numero legale. "Non può partecipare al voto chi ha un quarto grado di parentela e affinità con proprietari  dei terreni o altri interessati dal passaggio del canale - conferma il sindaco Casula - Nel 2015-2016, vista l'impossibilità della giunta Mastino a raggiungere il numero legale, venne nominato un commissario ad acta. Il suo ruolo terminò nel 2019, senza riuscire ad approvare il progetto. Nel 2019-2020 questa amministrazione ha portato nuovamente in consiglio comunale il progetto, senza però raggiungere il numero legale.  Per questo motivo - continua - si chiese alla Regione di percorrere altre strade, attraverso un progetto diverso ma capace di risolvere il problema di via Lamarmora. Si deve infatti tenere conto non solo delle acque dei due canali, ma anche della regimentazione delle acque meteoriche che arrivano da Bulga, lungo la strada per Montresta". Acque che non entrano nel canale e scorrono lungo la carreggiata.

Che fare, dunque? Nuovi incontri interlocutori in regione e in comune, per ora. C'è chi invoca l'intervento dello Stato, essendoci di mezzo progetti che riguardano il rischio idrogeologico e anche l'incolumità delle persone e dei beni della comunità. Intanto, se piove, la città si allaga.

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