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Martedì, 23 Aprile 2024
Smog e veleni

Quali sono le città più inquinate d'Italia

L'ultimo report di Legambiente: delle 95 città monitorate ben 29 hanno superato il limite di 35 giorni di sforamento previsti per il Pm10

Nel 2022, 29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di Pm10: le situazioni peggiori a Torino, Milano Modena, Asti, Padova e Venezia che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti. Rispetto ai nuovi target europei previsti per il 2030, la situazione è ancora più critica: è infatti fuorilegge il 76% delle città per il Pm10, l'84% per il Pm2.5 e il 61% per l'NO2. Sono i dati del nuovo report di Legambiente 'Mal'Aria di città. Cambio di passo cercasi', diffuso oggi. 

Il report ha messo in evidenza i dati del 2022 nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (Pm10, Pm2.5) che del biossido di azoto (NO2).

Le città più inquinate da Pm10

In sintesi sono ben 29 città delle 95 monitorate che hanno superato il limite di 35 giorni di sforamento previsti per il Pm10 con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo. La centralina di Torino (Grassi) si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento, seguita da Milano (Senato) con 84, Asti (Baussano) 79, Modena (Giardini) 75, Padova (Arcella) e Venezia (Tagliamento) con 70. Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti consentiti.

Non se la passano molto meglio Cremona (Cadorna, 67 giorni), Treviso (S. Agnese, 66), Mantova (Ariosto), Rovigo (Centro) con 65, Reggio Emilia (Timavo, 64), Alessandria (D’Annunzio, 63), Ferrara (Isonzo) e Frosinone (scalo) con 61 sforamenti, Brescia (Villagio Sereno) e Vicenza (S. Felice) 60, Lodi (Vignati) e Verona (Giarol Grande) 59, Monza (Machiavelli) 58 e Pavia (Minerva) 55 che hanno superato i 50 giorni di sforamenti.

Per quanto riguarda i valori medi annuali, nessuna città ha fatto registrare il superamento del limite previsto dalla normativa (40 μg/mc): Milano Torino e Cremona si sono fermate infatti a 35 μg/mc; Alessandria e Andria a 34 μg/mc, Modena, Monza, Asti, Lodi e Verona 33 μg/mc, Reggio Emilia, Brescia, Mantova, Padova, Vicenza, Pavia, Rovigo e Treviso 32 μg/mc, Venezia, Ragusa e Piacenza 31 μg/mc, Vercelli, Parma e Novara 30 μg/mc.

Se è vero che nessuna città ha sforato il limite annuale, Legambiente sottolinea che questo dato non è sufficiente per garantire la salute dei cittadini, in considerazione delle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030. Per il Pm10, sarebbero infatti solo 23 su 95 (il 24% del totale) le città che non hanno superato la soglia di 20 µg/mc; 72 città sarebbero dunque fuorilegge.

Le città più inquinate da Pm10 nel 2022

Le città più inquinate da No2

Per quanto riguarda l'No2, le città analizzate e di cui è stata ricavata la media annuale sono 94. Dai dati emerge che tutte le città rispettano l’attuale limite normativo (40 μg/mc) ma ben 57 città (il 61% del campione analizzato) non rientrano nel nuovo valore di riferimento da raggiungere entro il 2030 (20 μg/mc). Se invece si tiene in considerazione il limite posto dall’OMS (10 μg/mc), 91 delle città analizzate (corrispondenti al 97% del totale) a oggi sforerebbero tale soglia. 

Tra le città che hanno riportato i valori medi annui più elevati e che superano ampiamente sia il futuro limite normativo che la soglia dettata dall’OMS ci sono:

  • Milano (38 μg/mc)
  • Torino (37μg/mc)
  • Palermo (35 μg/mc)
  • Como (35 μg/mc) 
  • Catania (34 μg/mc)
  • Roma (33μg/mc)
  • Monza (31 μg/mc)
  • Trento (31 μg/mc)
  • Bolzano (31 μg/mc)
  • Firenze (30 μg/mc).
  • Genova (30 μg/mc).
  • Padova (30 μg/mc)

Le città più inquinate da No2 nel 2022-2

Le città che devono lavorare di più per ridurre le loro concentrazioni e adeguarsi ai nuovi target per il Pm10 sono: Torino e Milano (riduzione necessaria del 43%), Cremona (42%), Andria (41%) e Alessandria (40%). Per quanto riguarda il Pm2.5 nella lista di Legambiente troviamo Monza (60%), Milano, Cremona, Padova e Vicenza (57%), Bergamo, Piacenza, Alessandria e Torino (55%), Como (52%), Brescia, Asti e Mantova (50%). 

Un problema sanitario enorme

"L'inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza" dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. "In Europa è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali e l'Italia registra un triste primato con più di 52mila decessi annui da Pm2.5, pari a 1/5 di quelli rilevati in tutto il continente. È necessario agire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini, introducendo politiche efficaci e integrate che incidano sulle diverse fonti di smog, dalla mobilità al riscaldamento degli edifici, dall'industria all'agricoltura". 

"In ambito urbano - dice ancora Ciafani - è fondamentale la promozione di azioni concrete sulla mobilità sostenibile attraverso investimenti importanti sul trasporto pubblico, il ridisegno dello spazio cittadino con pedonalizzazioni e zone 30, politiche di promozione dell'uso delle due ruote in sicurezza, la diffusione delle reti di ricarica dei mezzi elettrici, facilitando la scelta di ridurre fortemente l'uso dell'auto privata. Chiediamo al governo, alle Regioni e ai Comuni, di mettere in campo azioni coraggiose per creare città più pulite e sicure. La salute è un diritto fondamentale che non può essere compromesso''.

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