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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Fossili e inquinamento

"Sapevano e hanno taciuto". I grandi del petrolio vanno alla sbarra (e rischiano di finire come Big Tobacco)

Storica audizione davanti al Congresso nella settimana di inizio della Cop26. L'accusa: "Da 45 anni nascondono i loro danni all'ambiente"

Sapevano e hanno taciuto, proprio come i big del tabacco quasi 20 anni fa. 

Era l’aprile del 1994 quando i sette capi delle multinazionali delle 'bionde' testimoniarono al Congresso per sei ore sotto giuramento. Dicendo che la nicotina non dava assuefazione e negando di manipolare il contenuto delle sigarette.

Quest'immagine è tornata subito alla memoria in vista della storica audizione di oggi, di fronte alla Camera dei Rappresentanti, della grande lobby del petrolio americano. Gli amministratori delegati di Exxon, Chevron, BP America, il presidente della Shell e i responsabili dell'American Petroleum Institute verranno interrogati dal Comitato di Sorveglianza con un accusa ben precisa: aver ingannato l'opinione pubblica sul ruolo dei loro prodotti nel determinare i cambiamenti climatici. 

"L'idea è che ammettano al popolo americano ciò che hanno fatto", spiega alla Reuters il democratico Ro Khanna, che presiede la sottocommissione per l'Ambiente. 

Le conclusioni del Congresso: i big del petrolio hanno mentito per 45 anni

L'udienza di oggi non è un fulmine a ciel sereno. Anzi. Come spiega la Bbc, è il frutto di un'indagine durata un anno. E arriva a soli due giorni dalla Cop26, il grande summit sul clima in programma a Glasgow. Ma del tutto nuove sono le conclusioni a cui è arrivato il comitato, secondo cui la lobby del petrolio ha scientemente nascosto da almeno 45 anni gli effetti catastrofici dei suoi prodotti sull'ambiente.  

"L'industria dei combustibili fossili ha avuto prove scientifiche sui pericoli del cambiamento climatico almeno dal 1977. Eppure, per decenni, ha diffuso negazioni e dubbi sui danni dei suoi prodotti, minando la scienza e impedendo azioni significative sui cambiamenti climatici  La crisi climatica è diventata sempre più grave e il suo impatto mortale sugli americani è aumentato, sono state le conclusioni del comitato.

Il parallelismo con l'inchiesta degli anni '90 su Big Tobacco è stata scontata e, infatti, gli stessi democratici l'hanno ricordata. Ciò che potrebbe essere diverso è l'atteggiamento delle compagnie interessate. O, almeno si spera. In vista dell'audizione, le società hanno dichiarato di voler collaborare alle indagini e impegnarsi a partecipare.

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"Dite la verità, non fate come i vertici del tabacco"

Tutti e quattro i giganti del petrolio affermano di essere impegnati a ridurre le emissioni di gas serra, e Shell e BP fanno parte di un gruppo di società che, all'inizio del mese, aveva messo nero su bianco le sue azioni per il clima in una  lettera al Congresso.

"Siamo profondamente impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici e nella promozione dell'energia pulita e rinnovabile e dell'efficienza energetica e abbiamo adottato misure significative per ridurre le emissioni e abbracciare strategie aziendali rispettose", avevano garantito i colossi del petrolio.

Il deputato dem della California, Ro Khanna, ha voluto dar loro una raccomandazione via Twitter. "Il più grande errore nelle audizioni sul tabacco fu mentire sotto giuramento. E se io potessi dare un solo consiglio a questi manager, quel consiglio sarebbe: non dite bugie. Dite la verità."

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