Venerdì, 24 Settembre 2021
Ambiente

Overshoot Day 2021, da oggi siamo in debito con la Terra: abbiamo finito le risorse del pianeta per quest'anno

Una data, quella che segna l’esaurimento ufficiale delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di offrire nell’arco di un anno, che arriva sempre prima. L’allarme del WWF

Oggi è il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse naturali della Terra previste per tutto il 2021: è quello che viene chiamato l'Earth Overshoot Day, ossia il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, per indicare l'esaurimento ufficiale delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di offrire nell'arco di un anno. Una data che di anno in anno si va sempre più anticipando (con l'eccezione del 2020, a causa della pandemia) e da domani tutti noi andremo in credito sulle risorse dell'anno successivo. Il WWF ha stimato che è come se stessimo consumando l'equivalente di 1,6 pianeti all'anno ed entro il 2030, sulla base delle tendenze attuali, la cifra dovrebbe salire a due pianeti. 

Cosa fare per ritardare i prossimi Overshoot Days

In vista della prossima Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma tra 100 giorni a Glasgow, il Global Footprint Network, organizzazione internazionale che si occupa di scienza della sostenibilità e di contabilità ambientale e che ha elaborato il concetto di impronta ecologica (ossia quante e quali risorse ciascuno di noi consuma) e l'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) scozzese hanno presentato oggi la campagna "100 Days of Possibility": una serie di soluzioni collaudate e scalabili che contribuiscono a portare l'impronta ecologica dell'umanità in equilibrio con le risorse biologiche che gli ecosistemi naturali del pianeta possono rigenerare in modo sostenibile. 

Ma cosa si può fare? Secondo il WWF "esistono molte soluzioni che possono essere adottate a livello di comunità o individualmente per avere un impatto significativo sul tipo di futuro in cui investiamo: ad esempio ridurre l'impronta di carbonio del 50% sposterebbe la data di più di 90 giorni. Anche ciò che mangiamo è molto importante. Il WWF ha già segnalato come l'80% delle estinzioni delle specie e degli habitat a livello globale dipende dagli attuali sistemi alimentari, spiegando l’importanza delle nostre scelte di consumo grazie alla campagna Food4Future". 

Sul sito dell’iniziativa, da oggi fino all’inizio della Cop26, saranno presentate ogni giorno una di queste soluzioni per contribuire a spostare in là la data dei prossimi Earth Overshoot Days. Tra queste ci sono ad esempio la riduzione dei rifiuti alimentari, la gestione degli apparecchi di refrigerazione, i sistemi alimentari a filiera corta, l'energia intelligente, il cemento a basso contenuto di carbonio, politiche di sviluppo locale incentrate sul monitoraggio dell'impronta ecologica e l’ecoturismo a basso impatto ambientale. L'impronta ecologica, calcolata dal Global Footprint Network, è tra gli indicatori più completi ad oggi disponibili per la contabilità delle risorse biologiche. Basata su 15mila dati per paese all'anno, somma tutte le richieste delle persone per le aree biologicamente produttive – cibo, legname, fibre, sequestro del carbonio e sistemazione delle infrastrutture. Attualmente, le emissioni di carbonio derivanti dalla combustione di combustibili fossili costituiscono il 61% dell'impronta ecologica dell'umanità.

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Earth Overshoot Day, il WWF: "Fondamentale invertire la rotta"

"Sebbene annunciata da molti, la rivoluzione verde è molto lenta a concretizzarsi e prevalgono ancora oggi le vecchie e consolidate pratiche, alimentate da obiettivi politici e finanziari che continuano a muoversi nell’ottica del breve termine e deteriorano la possibilità della natura di fornirci i suoi preziosi servizi, un deterioramento che costituisce un danno incalcolabile per l'umanità intera. Ciò comporta inevitabilmente un rischio economico ingestibile, rendendo privi di valore quei beni incompatibili con il cambiamento climatico e l'aumento della scarsità delle risorse. Una prosperità e un benessere sostenibili, tuttavia, richiedono ingegno per affrontare il problema più pressante dell'umanità: il sovrasfruttamento delle risorse terrestri giunto ormai a livelli spaventosi", spiegano dal WWF. 

"Il sovraconsumo globale documentato dai calcoli dell'impronta ecologica è iniziato nei primi anni '70. Ora, il debito ecologico accumulato risulta pari alla produzione di 18 anni della Terra. Il deficit ecologico globale è molto superiore a quello economico e riguarda la base stessa della nostra vita, perché senza una natura sana e vitale non abbiamo gli elementi fondamentali che ci consentono, in primis, di respirare, bere e mangiare. Abbiamo ormai molte soluzioni mirate per invertire il sovrasfruttamento delle risorse e sostenere la rigenerazione della biosfera nella quale viviamo. Le opportunità provengono da tutti i settori della società ma l'economia della continua crescita materiale e quantitativa non può proseguire con questi livelli, è fondamentale invertire la rotta per evitare ulteriori insanabili deficit ecologici ed è necessario passare urgentemente da un'economia della crescita ad una economia del ben-essere. È indispensabile agire ora e non perdere più tempo prezioso", afferma Gianfranco Bologna, presidente onorario del Comitato Scientifico del WWF Italia.

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