Enel anticipa l'avvio della decarbonizzazione di Brindisi Cerano: chiusura anticipata del Gruppo 2

"Si tratta della prima delle quattro unità produttive a carbone della centrale che si avvia alla chiusura definitiva", spiega Enel

Enel accelera il suo addio al carbone. L'azienda elettrica multinazionale italiana ha ricevuto dal ministero dello Sviluppo economico l’ok alla richiesta di chiusura della centrale termoelettrica a carbone Federico II di Cerano (Brindisi): il "gruppo 2" sarà chiuso a partire dal 1 gennaio 2021. Si tratta della prima delle quattro unità produttive a carbone della centrale che si avvia alla chiusura definitiva coerentemente con la strategia di decarbonizzazione della produzione di energia elettrica e gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.

Il sito pugliese sarà riconvertito in impianto a gas ad altissima efficienza così da assicurare la chiusura completa dell’impianto a carbone di Brindisi entro il 2025 mantenendo altresì in sicurezza la rete elettrica nazionale. Come ricorda l'associazione ambientalista Wwf attualmente in Italia sono in funzione 9 centrali a carbone, fonte fossile che rappresenta la principale causa di emissioni di gas serra. 

"Questa è una buona notizia" sottolinea il governatore della Puglia Michele Emiliano. "Abbiamo lavorato con grande determinazione per convincere Enel a dismettere la centrale a carbone di Cerano e questo impegno è stato preso per il 2025. Dobbiamo dare atto ad Enel che ha preso questo impegno alla dismissione e lo sta mantenendo. La battaglia ambientale, che è la battaglia di tutti, la stiamo vincendo e questo è un presupposto fondamentale per la tutela della salute pubblica. Ovviamente la nostra attenzione resta alta anche sul nuovo modello industriale, perché i lavoratori e le loro famiglie vanno tutelati". 

"Sebbene si tratti solo del primo passo non possiamo che accoglierlo positivamente" spiega il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi. "Di fatto si dismette un gruppo che produceva 660 Megawatt e capace di bruciare fino a due milioni di tonnellate di carbone all’anno. Questo processo sarà costante e dovrà essere sostenuto anche dal Just Transition Fund".

Enel verso l'addio al carbone a Brindisi e Bocamina

All'iniziativa portata avanti da Enel a Brindisi si associa a quella portata avanti dalla multinazionale anche in altri Paesi: in Cile tramite le controllate Enel Chile S.A. ed Enel Generación Chile S.A. è stata richiesta alle autorità la chiusura dell’Unità I dell’impianto di Bocamina entro il 31 dicembre 2020 e l’Unità II del medesimo impianto entro il 31 maggio 2022. La chiusura, che è subordinata all’autorizzazione della Commissione nazionale per l'energia, ha subito un’accelerazione rispetto a quanto programmato da Enel Generación Chile nel Piano nazionale di decarbonizzazione firmato con il Ministero dell'energia del Paese il 4 giugno 2019, piano che prevedeva la chiusura di Bocamina I entro la fine del 2023 e quella di Bocamina II entro il 2040.

enel cile Bocamina-2

La centrale elettrica a carbone di Bocamina (Cile)

"Saremo la prima azienda elettrica in Cile a uscire totalmente dal settore del carbone - spiega Antonio Cammisecra, Responsabile di Global Power Generation di Enel  - continuando nel contempo a sviluppare in sicurezza capacità rinnovabile, con benefici concreti da un punto di vista ambientale, economico e sociale".

Nell'ambito del suo impegno per la decarbonizzazione in Cile, il Gruppo Enel prevede altresì di completare, tramite Enel Green Power Chile, circa 2 GW di capacità rinnovabile nel Paese entro il 2022, metà della quale già in fase di costruzione tra cui è presente anche la prima centrale elettrica industriale ibrida a Azabache, un impianto solare combinato con il parco eolico di Valle de los Vientos.

Il Gruppo Enel si è impegnato a sviluppare il proprio modello di business in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, vale a dire limitare l'aumento della temperatura media globale a meno di 2°C al di sopra dei livelli pre-industriali e fare tutto il possibile per limitare tale aumento a 1,5°C. Nel percorso verso la piena decarbonizzazione del suo mix produttivo entro il 2050, il Gruppo Enel si è impegnato a ridurre del 70% le proprie emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030.

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A livello globale, nel 2019, la capacità installata di Enel da fonti rinnovabili ha superato per la prima volta quella da fonti termoelettriche e nel primo trimestre del 2020 la produzione di energia elettrica a zero emissioni ha raggiunto il 64% della generazione totale del Gruppo. L’obiettivo a lungo termine del Gruppo Enel è la completa decarbonizzazione del mix entro il 2050, con una serie di traguardi intermedi come il completamento del phase out dal carbone in Italia entro il 2025 e a livello globale entro il 2030.

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