L'Italia si riscopre 'verde': foreste in aumento ma è allarme incendi

Secondo il primo Rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia le zone boschive sono aumentate del 71,6% dal 1936 al 2015, ma Coldiretti lancia l'allarme incendi: "+1.700% nel 2019"

Foreste in aumento in Italia (FOTO ANSA)

In occasione della Giornata internazionale delle foreste l'Italia si riscopre più 'verde' di quanto si potesse immaginare nelle più rosee previsioni. Nonostante i cambiamenti climatici e il problema degli incendi, le foreste sul territorio italiano sono in continuo aumento e coprono 10,9 milioni di ettari che corrispondono al 36,4% della superficie nazionale. I boschi sono cresciuti del 71,6% dal 1936 al 2015, con un particolare 'picco' nei 10 anni tra il 2005 e il 2015, dove l'aumento è stato del 4,9%. Sono i dati che emergono dal primo Rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia (RaF Italia) presentato al Mipaaft in occasione della Giornata internazionale delle foreste. Ma se da un lato la notizia dell'aumento delle zone verdi è da cogliere in maniera positiva, da Coldiretti arriva l'allarme incendi, che nel 2019 sono aumentati del 1.700% rispetto all'anno precedente. 

Foreste in aumento in Italia

Il corposo Rapporto presentato al Mipaaft fa una sorta di stato dell'arte delle foreste italiane avendo coinvolto 214 esperti di Enti, Istituzioni, Amministrazioni e Associazioni nazionali e regionali. Molti i dati pubblicati, tra luci e ombre. Tra i punti di forza oltre alla superficie del patrimonio boschivo che, si sottolinea, va gestito in maniera sostenibile, figurano il tasso di prelievo legnoso, molto al di otto della media europea, annualmente tra 18 e 37% di quanto il bosco ricresce contro una media Ue tra 62 e 67%, una crescente attenzione ai servizi ecosistemici (ricreativi, culturali) e con 1,96 milioni di euro di transazioni per compensazione delle emissioni di CO2. Inoltre, nuovi settori produttivi come l'edilizia in legno con 3.130 edifici costruiti per un valore complessivo di 698 milioni di euro e un aumento del 27% in 5 anni delle piantagioni di pioppo per l'industria. M atra i punti di debolezza figurano l'importazione di legname, rovescio della medaglia dei bassi tassi di prelievo nazionale e per i bassi costi del lavoro all'estero. L'Italia importa da varie parti del mondo, in particolare dall'Est Europa, dal Centro Africa ma anche dal Sud America e dal Canada. Ancora, un punto di debolezza rilevato dal Raf riguarda l'occupazione del settore con la riduzione consistente del numero di imprese e di addetti nel settore della prima lavorazione del legno, come ad esempio nelle segherie. Sono circa 103 mila gli addetti (dati 2016, -33,3% rispetto al 2008) in 27.194 imprese (in calo del 25,9% rispetto al 2008).

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L'allarme incendi: +1.700% nel 2019

A rovinare la Giornata delle Foreste è il boom degli incendi che nel 2019 per effetto dei cambiamenti climatici sono aumentati del 1700% rispetto allo scorso anno, con danni gravissimi al patrimonio naturale dell'Italia. A denunciarlo è la Coldiretti in occasione della Giornata internazionale delle foreste che si celebra il 21 marzo con gli allarmi che sono scattati in tutte le regioni del nord, dalla Liguria all'Emilia, dalla Valle d'Aosta al Piemonte, dalla Lombardia al Veneto. Nel 2019 nella Penisola sono divampati ben 73 incendi dall'inizio dell'anno con 2343 ettari bruciati contro gli appena 4 roghi dello stesso periodo del 2018 e 26 ettari devastati, secondo l'analisi della Coldiretti su dati Effis. A spingere gli incendi un inverno secco soprattutto al nord dove è caduto il 50% di precipitazioni in meno rispetto alla media con temperature massime e minime anomale superiori di tre gradi la norma nella prima decade secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac e Ucea. L'andamento anomalo di quest'anno, secondo la Coldiretti, conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità che mette a rischio soprattutto i boschi creando le condizioni per il divampare di roghi.

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Per la Coldiretti, siamo di fronte all'inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. E' praticamente raddoppiata rispetto all'Unità d'Italia la superficie coperta da boschi che oggi interessa 10,9 milioni di ettari, ma, sottolinea l'organizzazione agricola, sono alla mercé dei piromani la maggioranza dei boschi italiani che, per effetto della chiusura delle aziende agricole, si trovano ora senza la presenza di un agricoltore che possa gestirli. Per difendere il bosco italiano, spiega la Coldiretti, occorre creare le condizioni affinché si contrasti l'allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli.

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Un'opportunità in tal senso viene dalla legge di orientamento che, aggiunge Coldiretti, invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Ma una ulteriore opportunità può arrivare dall'aumento del prelievo del legname dai boschi con lo sviluppo di filiere che potrebbero generare 35mila nuovi posti di lavoro. Lo spazio per un rilancio della forestazione nazionale è, infatti, enorme se si considera che l'Italia importa dall'estero più dell'80% del legno necessario ad alimentare l'industria del mobile, della carta o del riscaldamento per un importo di 4,2 miliardi nel 2018, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente. L'industria italiana del legno è la prima in Europa, ma con legname che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato.

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