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Giovedì, 2 Dicembre 2021
CRONACA

Greenpeace fa irruzione nei reperti storici di Nazca

L'associazione ambientalista ha fatto un'azione dimostrativa per le energie rinnovabili, attraversando e mettendo in pericolo un territorio estremamente fragile

Greenpeace è un'associazione ambientalista abituata a fare azioni scioccanti, anche estreme per sensibilizzare l'opinione pubblica in difesa dell'ambiente. Più di una volta è stata accusata di esagerare, per esempio andando a distruggere campi privati. Questa volta, però, gli attivisti sembrano proprio aver superato il limite.

Quei segni che vedete in foto, di fianco alla scritta appoggiata dagli attivisti di Greenpeace, sono le Linee Nazca del Perù: un cimelio artistico e un reperto storico allo stesso tempo.  Un'opera umana antichissima, di una civiltà sudamericana (i Nazca), ormai estinta, che risale a un periodo compreso tra il 300 e il 500 A.C.

Più di 13mila linee che rappresentano profili stilizzati di animali, come una balena, una lucertola e un ragno. La piana di Nazca ha una morfologia molto particolare e davvero unica: essa presenta due strati di terreno, uno inferiore più chiaro e uno superiore, molto sottile e più scuro. I Nazca hanno sfruttato queste caratteristiche per realizzare le loro figure (ovvero asportando lo strato superiore).

Si tratta, ovviamente, di un'area protetta dove è vietato l'accesso. Visto che lo strato superficiale è fragilissimo, anche gli archeologi che gli studiano devono seguire precauzioni particolari, utilizzando delle scarpe ad hoc.

Gli attivisti di Greenpeace hanno invece agito di notte, pare senza picchettare, ma usando comunque dei sassi per tenere i teli a terra. Un'azione che pare davvero sconsiderata e che ha lasciato segni evidenti (quelli evidenziati dal bordo rosso).

Tralasciando le motivazioni, anche condivisibili, che spingono gli attivisti a fare azioni "forti", il web si è scatenato contro un'azione che rischia di compromettere un luogo di storia antichissimo. E sembra proprio un esempio di quella noncuranza verso il pianeta e le opere umane del passato che gli stessi attivisti di Greenpeace, comunemente, usano. Anche perché l'associazione ha tentato, in modi abbastanza improbabili, di negare il fatto.

Si spera, comunque, che questo serva di lezione e che, soprattutto, i danni siano limitati e reversibili.

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