Martedì, 27 Ottobre 2020
Foto di repertorio
Ambiente

È un'Italia che frana: a rischio il 91% dei comuni

L'allarme lanciato nel dossier sul dissesto idrogeologico di Sigea, la Società Italiana di Geologia Ambientale: molte le scuole a rischio, alcune sono state costruite a 10 metri dai fiumi

Più di nove comuni su dieci in Italia sono ad alto rischio idrogeologico, con il pericolo di frane e alluvioni che viene acuito anche dalla situazione climatica che riguarda il nostro Paese. Inoltre, è allarme per la scuole: ce ne sono alcune che sono state costruite da 10 metri dai fiumi, una distanza minima che potrebbe rivelarsi fatale in caso di esondazioni. È la fotografia di un Paese a rischio delineata nel dossier dissesto idrogeologico in Italia realizzato dalla Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea).

In Italia il 91% dei comuni a rischio frane

''Abbiamo il 91% dei comuni a rischio frane o alluvioni, ben 7.500.000 persone a rischio, decine di migliaia di beni culturali. Bisogna conoscere il territorio che significa aggiornare le mappe di rischio'', spiega Alessandro Trigila, geologo dell'Ispra. A questo si aggiunge una situazione climatica "critica", come la definisce Massimiliano Fazzini, coordinatore del gruppo Cambiamenti Climatici della Sigea e docente dell'Università di Camerino: "l'80% del territorio italiano ha subito un forte deficit delle precipitazioni. Da inizio anno, in alcune aree è piovuto meno di 250 mm e anche se ottobre e novembre dovessero essere dal punto di vista delle precipitazioni dei mesi eccezionali non si riuscirebbe ugualmente a colmare tale deficit".

Di contro, continua Fazzini, "altre zone dell'Italia come quelle prealpine hanno fatto registrare un surplus idrico e dunque siamo dinanzi ad un'estremizzazione del clima. Altra zona a surplus pluviometrico è la zona sicula, quella sarda meridionale dove gli effetti del riscaldamento del mare si sono fatti notare con la formazione di cicloni mediterranei. Ora entriamo nel bimestre più piovoso e speriamo che il fragile territorio italiano tenga''.

Frane e alluvioni: è allarme scuole

A lanciare l'allarme scuole è Luciano Masciocco, geologo dell'Università di Torino: ''Vista la situazione attuale dell'Italia con molte case costruite nelle zone inondabili non bisogna più permettere di costruire ancora in quelle zone, mentre oggi la legge incredibilmente lo consente. In alcune regioni italiane abbiamo addirittura scuole costruite a 10 metri dalle zone inondabili. Poi bisogna agire a monte, costruire piccole opere, piccoli bacini di difesa nei vari comuni e non grandi strutture".

La lotta al dissesto idrogeologico nel nostro Paese, dice Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde, "è una grandissima opportunità di lavoro e di risanamento del territorio. Da ministro avviai ben 1000 cantieri dando la possibilità a tanta gente di lavorare. Credo che invece di inseguire opere come il ponte sul distretto si debba investire sulla grande opera di messa in sicurezza del territorio italiano''.

In Italia 600mila frane: a rischio i beni culturali

''Nel nostro Paese sono stati censiti ben 620.808 fenomeni franosi che interessano un'area di circa 23.700 km, pari al 7,9% del territorio nazionale. E nel Paese che ha il maggior numero di siti patrimonio dell'Umanità riconosciuti dall'Unesco, se facciamo riferimento ai beni culturali registrati dal Mibact, nella banca dati Vir abbiamo il 18,6% di essi a rischio frane e molti di più a rischio alluvioni: il 6,8% del totale dei beni culturali censiti è in aree a pericolosità idraulica elevata, il 15,3% in aree a pericolosità idraulica media e il 19,4% nello scenario di pericolosità bassa". Così Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) in occasione della conferenza nazionale organizzata per la presentazione del libro dossier sul dissesto idrogeologico in Italia.

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"Sono numeri che parlano da soli - continua Fiore - e che dimostrano la scarsa considerazione che abbiamo avuto negli anni per il nostro territorio. La messa in sicurezza del territorio è fondamentale anche per tutto l'indotto turistico italiano. Questa estate importanti aree turistiche sono state colpite anche da incendi che spesso sono dolosi e da frane con versanti insicuri. Dobbiamo trasmettere sicurezza ma prima di farlo dobbiamo averla''.

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