Lunedì, 1 Marzo 2021

Terreni secchi e sempre più fragili: così aumenta il rischio idrogeologico

A settembre in Italia il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica. Dall'inizio dell'anno si contano perdite superiori ai 600 milioni di euro a causa degli eventi estremi

Alcune macchine percorrendo l'A22 sono state coinvolte nella frana che si era abbattuta sulla corsia nord poco prima del confine del Brennero, in località Ponticolo, 28 ottobre 2018.

Il maltempo si abbatte sull’Italia in un autunno secco in cui a settembre sono cadute addirittura il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che amplificano il rischio idrogeologico. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati isac Cnr sugli effetti della nuova perturbazione con l’allerta della protezione civile che riguarda oggi molte regioni italiane.

A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono gli effetti sulle coltivazioni agricole nelle campagne dove si sta per concludere la vendemmia ed è in pieno svolgimento la raccolta delle olive, dopo che dall’inizio dell’anno si contano perdite superiori ai 600 milioni di euro a causa degli eventi estremi.

I cambiamenti climatici si abbattono su un territorio già fragile con la presenza in Italia di 7275 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale ma la percentuale sale al 100% per Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria e tra il 90% e il 100% in Abruzzo, Lazio, Piemonte, Campania, Sicilia e in Provincia di Trento. 

Maltempo, lunedì di allerta: è il giorno più lungo

L’andamento anomalo di quest’anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – conclude la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.

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